Giulia, una cinquantenne sola, insegnante, divorziata, con una figlia diciottenne ormai indipendente, destinata a fare da balia alla madre. La sua vita sentimentale è sempre stata un ibrido di testare, tradire, diventare l’inconsapevole amante di qualche uomo che dopo poche settimane la lasciava completamente indifferente. E poi acquietarsi, abbandonare la voglia passeggera lasciandola così sola. Il personaggio, proposto da Valeria Parrella nell’incontro de la Mappa dei sentimenti, manifesta uno dei tanti lati dell’amore e dimostra che dopo una vita amorosa sregolata e irregolare, nel pieno della maturità di una donna, si possa trovare il calore di qualcuno stando finalmente bene. Sì, perché Giulia proprio quando concretizza ciò che è diventata, incontra Cesare, anzi, lo scopre. Cesare è il cameriere che ha sempre lavorato nella pizzeria frequentata da ormai vent’anni con la madre. Quello sguardo sfiorato nel riflesso di uno specchio, una sera qualunque, scatena in lei emozioni che non provava da troppo tempo. Giulia è una donna che si sente perdente davanti al confronto con l’amica e conscia del destino che l’aspetta, ma solo dopo una cerimonia di nozze, alla quale era stata invitata assieme a Cesare, a galla in mezzo al mare, riflette: “siamo capaci tutti di partecipare alla festa, ma quello di cui importa è di come ci sentiamo il giorno dopo”. Interessante il messaggio chiave con cui la Parrella conclude, sottolineando come questo amore, trovato solo ora, per una donna in menopausa e apparentemente segnata da un destino depresso, possa sconvolgerle in positivo la vita. Apprezzata è stata questa figura diversa dell’amore, leggero racconto ma nonostante la sua apparente semplicità rivela, attraverso il pensiero conclusivo, un’esperienza di amore maturo. Valeria Parella ci presenta un tipo di amore apparentemente simile allo stereotipo di “love story”, ma anche profondamente differente: è la storia di un amore deluso, ma anche di un amore rinnovato, di un’esperienza negativa, ma anche positiva e riuscire ad unire questi due aspetti senza stonare non è cosa da tutti. L’amore, dunque, è mancanza ma anche appagamento, e non c’è descrizione migliore di questo fenomeno ancora non descrivibile del tutto.

Sara Gurizzan, Francesca Romano