La sfida del nostro secondo incontro a Verzuolo è riuscire a gabbare il Tempo che è talmente stretto che si merita la maiuscola, forse pure un cappuccio, una clessidra intransigente e un incedere alla Ingmar Bergman.

In due ore, meno di due ore in realtà, dobbiamo costruire una storia sul Lupo: è questo che ci siamo proposti la scorsa settimana.

Siamo tutti molto attenti e pronti. Forse sarebbe più appropriato dire “con le orecchie tese”.

Ciascuno racconta alla classe la sua idea di storia. Prendiamo appunti smilzi alla lavagna.

verzuolo2 (1)Ci stiamo calando nella parte.

Alcuni elementi tornano più volte: la tutela del lupo, l’amicizia, l’Antica Roma, la solitudine, la cura e la guerra. Abbozziamo un soggetto partendo da questi elementi.

Suona l’intervallo. Mannaggia.

Ce ne mangiamo un poco alzandoci di malavoglia e tornando a sederci nella nostra redazione prima che suoni nuovamente il campanello.

Ci dividiamo in due gruppi: sceneggiatori e disegnatori.

Mentre i disegnatori cercano il volto dei due personaggi, Cervo e Lupo, noi sceneggiatori ci stringiamo in cerchio a discutere da dove partirà la storia, quale sarà il segreto che fermerà la guerra- ma vogliamo proprio farla finire? Finisce mai una guerra? Cerchiamo di non scrivere una cosa già vista, come le serie tv, eh?… A me piacerebbe che loro non si riconoscessero subito. Beh, non c’è problema: facciamoli combattere con un’armatura, poi ad un certo punto uno dei due ferisce l’altro e scopre il loro simbolo. Mettiamoci però una voce – come si chiama? – una voce fuori campo… Ecco, si, mettiamo una voce fuori campo che racconti una parte della storia, ma in modo che non sia ancora chiaro che cosa sta raccontando…

E così, rapidi come guerrieri selvatici, compatti come un branco, ci siam riusciti.

Abbiamo un buon soggetto, due personaggi principali, un segreto e un simbolo.

Lorena Canottiere

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