Immancabile anche quest’anno è l’appuntamento con Lingua Madre: è un progetto permanente per donne straniere e italiane mosse dalla volontà di intrecciare dialoghi interculturali. Intervengono quest’oggi Luisa Giacoma, Elmar Schafroth, Daniela Maniscalco e Ramona Parenzan, tutti accomunati da esperienze nel campo del bilinguismo. La prima a prendere parola è Luisa Giacoma, linguista e docente a Dresda, Torino e Milano, nonché autrice di dizionari in lingua tedesca, e a partire dal 2013 collaboratrice nel progetto Lingua Madre. Segue Elmar Schafroth, filologo romanzo di origine tedesca, punto di riferimento per gli studenti di italiano come seconda lingua. Strumento da lui creato per l’insegnamento dell’italiano è “Piattaforma per chi impara l’italiano”, incentrata su difficoltà grammaticali e categorie linguistiche, principali difficoltà della nostra lingua. Egli utilizza come metodo di insegnamento una combinazione di linguistica (apprendimento attraverso testi autentici) e didattica (sistematica descrizione degli argomenti). Giunge quindi il turno di Daniela Maniscalco, autrice di Ildegarda, libro narrante la storia di una donna dalle concezioni visionarie vissuta nel XII secolo. L’autrice vive a Lussemburgo, dove insegna italiano a bambini parlanti altre lingue. Si presenta come sostenitrice del bilinguismo insieme a Ramona Parenzan, curatrice del libro “Fiabe e racconti dal mondo”. Esso viene proposto al pubblico come raccolta di fiabe originarie da diverse parti del mondo, apprese dai propri studenti,essendo anch’essa insegnante di italiano come seconda lingua. Con il suo libro si pone l’obiettivo di diffondere un ecumenico patrimonio narrativo, rappresentato dalle fiabe. Riesce a farlo anche grazie al contributo di alcune scrittrici del progetto Lingua Madre, essendone lei stessa parte. Nell’ottica del tema del Salone del Libro di quest’anno, Visioni, Schafroth dimostra la sua lungimiranza, affermando la propria volontà di rendere disponibile una versione monolingua del dizionario in lingua italiana rivolto a stranieri. Dovrà quindi essere caratterizzato da una sintassi semplice e da termini comuni.

Alessandra Bosia e Lorenzo Bonasia, Liceo Alfieri