Possono esserci diversi modi di comunicare con gli altri. Bianca, protagonista del libro, non parla ma vede cose che gli altri non vedono: non sente ma vede i suoni.

Oggi pomeriggio, a “Portici di Carta”, abbiamo avuto il piacere di assistere allo splendido laboratorio di Chiara Lorenzoni; autrice del libro Le parole di Bianca sono Farfalle: un viaggio attraverso la fantasia dei bambini. L’autrice ha detto che ognuno di loro è dotato di un terzo occhio che sta proprio in mezzo alla fronte: l’occhio dell’immaginazione.

Con questo occhio i bambini riescono a vedere molte più cose rispetto agli adulti e per questo hanno un’immaginazione maggiore.

L’autrice ha poi interagito con il suo “piccolo” pubblico ponendo loro delle domande, ad esempio chiedendo che forma avesse per loro la felicità e che forma avesse la nostalgia. I bambini, con l’aiuto del loro terzo occhio, hanno risposto dicendo che secondo loro la felicità è una stella, un cuore, un sorriso o i fuochi d’artificio.  La nostalgia, invece, è una nuvola, una lacrima o una linea dritta che poi diventava a zig-zag.

Laboratorio

Nella seconda parte dell’incontro, i bambini hanno potuto disegnare usando al meglio la loro immaginazione; anche noi divertiti abbiamo iniziato a giocare con le tempere e a sporcarci!

A dirigere il laboratorio al fianco di Chiara Lorenzoni c’era Elisa Porello, traduttrice per non udenti; quest’ultima ha assegnato un “nome-segno” a ogni bambino. I bambini si sono divertiti molto e hanno scoperto un nuovo mondo che ancora non conoscevano: il mondo dell’immaginazione!

Matteo Santise e Alan Poggio

Tempere