Leggere è piacere, leggere è sapere, leggere è libertà:

Leggere è vita!

L’I.I.S. “Arimondi Eula” di Racconigi

ringrazia il Salone del Libro di Torino

e lo scrittore  Luigi Bolognini

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 Nella foto Luigi Bolognini, autore de “La squadra spezzata” e gli alunni delle classi II E Geometri e II L Liceo Scientifico che hanno partecipato al progetto “Adotta uno Scrittore”

Alcune riflessioni di alunni che hanno partecipato al Progetto

Oggigiorno è in continuo aumento il numero delle persone che praticano un’attività sportiva, grazie al progressivo miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e all’evoluzione della cultura e dei costumi dei vari popoli.

Tanti sono i motivi per incentivare un esercizio di questo genere. In primo luogo, lo sport viene praticato per migliorare l’aspetto fisico, ma l’esercizio di un’attività sportiva aiuta anche in campo psicologico. In questo senso, infatti, lo sport può servire per scaricare le tensioni che si accumulano durante la giornata rendendo così chi lo pratica più sereno. Inoltre l’esercizio di un’attività fisica è utile anche per controllare le emozioni, come ad esempio la rabbia. Un altro aspetto importante è la socializzazione. Anche in uno sport individuale, come il tennis o lo sci, il fatto che venga praticato insieme ad altri costituisce uno stimolo ad uscire da se stessi e dal proprio guscio, favorendo e incrementando i legami interpersonali. Uno sport di squadra invece è caratterizzato da una sorta di legame che unisce tutti quelli che appartengono ad una stessa squadra, e che insieme gareggiano contro un altro complesso di atleti. In questo caso diventa ancora più facile socializzare, e fare conoscenza dei membri del gruppo di cui ci si trova a far parte. Oltre a questo viene sviluppato nell’individuo il senso di appartenenza ad un gruppo, nasce una collaborazione fra i vari membri che imparano a contare sugli altri oltre che su loro stessi. Lo sport, inoltre, mette a contatto con la natura e l’aria aperta. Si può pensare, a questo proposito agli sport nautici, che si svolgono in acqua, o agli sport della montagna, come l’alpinismo gli sport invernali. Alcuni sport, come l’equitazione, prevedono un affiatamento tra uomo e animale. Altri infine, come gli sport motoristici, si affidano molto alla tecnologia, ma anche qui l’aspetto umano, fondato sulla prontezza di riflessi e sul coraggio, rimane fondamentale. Come dimenticare in questo nostro breve elenco il calcio, lo sport più praticato nel nostro Paese, che è tra l’altro una delle attività fisiche più intense, che coniuga tecnica e fantasia, preparazione atletica e tattica?

Anche la passione per uno sport può avere un’influenza positiva sulla vita di un individuo, quasi quanto la pratica dello sport. In particolare attraverso la passione per uno sport è possibile fare nuove conoscenze, tra l’altro con persone con cui si hanno delle cose in comune, magari entrando a far parte di un club o di un’associazione.

Non bisogna però dimenticare i mali dello sport, pensiamo al doping, il tifo esasperato e alla corruzione.

Però, anche se il mondo dello sport è travagliato da questi mali, vale la pena di accentrare l’ attenzione sui valori per cui è nato lo sport: il divertimento, la sana competizione, lo spirito di squadra e il benessere fisico sono più importanti di qualsiasi altra cosa, e devono continuare ad esserlo.

la classe II E

Pochi hanno la fortuna di poter essere un punto di riferimento per gli altri, per una società, per una squadra di calcio. Quando lo divieni e sei amato, venerato e sostenuto da chi per te farebbe di tutto ti senti invincibile, ma la realtà è che vincibile lo sei eccome.   Forse la cosa più fastidiosa, più insidiosa e scorretta, quella che più ti fa sorgere dubbi su quello che hai fatto, sulle tue decisioni e opinioni rivisitate da cento e più ciarlatani è l’ipocrisia degli stessi sostenitori. Già, perché se ieri mi sono addormentato da campione e da paladino dell’onore nazionale, oggi mi sveglio insultato, minacciato, screditato. Non me la sento di additare i miei acclamatori per questo, semplicemente perché so quanto possa essere logorante la vita in questo Paese, quanto possa essere straziante veder spegnersi l’ultima stella in una notte di luna nuova, forse per colpa mia, o forse no.

Tutto ciò mi ha segnato, in un modo o nell’altro, tra certezze e dubbi e, al momento del bisogno, non mi sono sentito pronto a lottare per il mio popolo: ho preferito andarmene, nel silenzio del rumore delle battaglie. Ma in fin dei conti va bene così, per me e per tutti quelli che hanno in qualche modo saputo apprezzarmi fino alla fine, apprezzare Ferenc Puskàs.

Puskàs approfittò del permesso del governo di recarsi a Bilbao per la Coppa dei Campioni, utilizzando l’occasione per non tornare in Ungheria e cercare sicurezza altrove. Così, per Gabor, portavoce delle dinamiche popolari, quasi diventò un traditore vigliacco, ma in fondo la sua stima verso quel suo idolo era troppo grande per essere eclissata e lui troppo piccolo per capire le ragioni del campione.

In realtà, come citato nel post scriptum, Puskàs tornò in patria nel 1981 e definitivamente nel 1992, accolto con gioia e gloria dai suoi connazionali. Morì, infine, a Budapest.

Ho scritto questa riflessione su Ferenc Puskàs poiché, in un’analisi collettiva di classe, è sorto che il punto di vista del giocatore è pressoché assente, e quindi abbiamo trovato interessante approfondire al riguardo, dal momento che egli è, indirettamente, uno dei protagonisti di La squadra spezzata di Luigi Bolognini.

Mattia della II L

 

Io ho scritto una riflessione sulla mia personale esperienza di sportivo alla ricerca del “proprio sport”.

Abbiamo letto delle pressioni e delle minacce che la squadra d’oro riceveva prima di ogni competizione, pensiamo alle perentorie parole e sappia che la sconfitta non sarà tollerata di Rákosi, il dittatore ungherese, al tecnico Sebes; in realtà spesso anche lo sport dilettantistico risulta compromesso da un eccessivo agonismo.

I miei ricordi, riguardanti lo sport, iniziano all’ultimo anno delle elementari, quando mi sono iscritto ad una società sportiva calcistica di Racconigi.

Ho iniziato gli allenamenti con molto entusiasmo, ma il gioco del pallone non mi convinceva, anche se l’allenatore mi spronava, dicendomi che avevo grinta e che ero un discreto difensore.

All’inizio del primo anno delle medie, papà mi ha consigliato di iscrivermi in una squadra di Volley; ho iniziato a giocare in una squadra mista, ma non ne condividevo gli obiettivi: i compagni erano agguerriti, competitivi; l’unico scopo era vincere a qualunque costo e gli allenatori chiedevano prestazioni sempre maggiori.

Io penso invece che lo sport non sia questo: esso deve essere un’occasione per socializzare e per fare movimento nel rispetto degli altri, senza una competizione eccessiva, che porti rancori o inimicizie.

Così ho di nuovo abbandonato.

Per la terza volta ho cambiato: mi sono iscritto alla società Gators di basket, e adesso mi ritengo fortunato di aver conosciuto questo mondo, perché attraverso esso ho imparato la convivenza e l’accettazione degli altri, ho imparato a lottare fino in fondo per ottenere un risultato importante e a non arrendermi alle prime difficoltà, ho imparato a perdere, anche se vincere è ovviamente più gratificante.

Questo sport mi appassiona, mi diverte e mi aiuta ad apprezzare i valori dell’amicizia.

Da due anni sto frequentando un corso per diventare in futuro un animatore di basket; anche se mi impegna  per parecchio tempo, mi piace molto e lo seguo volentieri.

Questa estate allenerò dei ragazzi di età inferiore alla mia e per me sarà un momento di crescita, perché sicuramente mi responsabilizzerà.

Questo per me è lo sport.

Andrea della II L

Riflessioni sullo sport in collaborazione con gli insegnanti del  dipartimento di metodologia di sostegno

Lo sport in questi ultimi anni ha avuto una profonda rivalutazione: ci si è resi conto che lo sport rappresenta qualcosa di straordinario nella vita di ciascuno di noi in quanto tocca passione, sentimento, capacità di fare comunità e squadra tra le persone; talvolta può diventare un integratore sociale che unisce individui di nazionalità o classe sociale diversa con una stessa passione.

Lo sport oggi è considerato dunque un modello di vita: è un’occasione  per sentirsi liberi e per stare con gli altri. Io amo lo sport perché mi fa star bene fisicamente e intellettualmente: è una valvola di sfogo che pratico dopo la scuola e mi ha permesso di conoscere tanti amici.

Luigi della II E

La pratica di sport per me è stata una grande occasione di crescita, perché quando non ero uno sportivo il mio carattere era timido, avevo pochi amici.
Poi è arrivata la palestra e qui ho cominciato a fare parte di un gruppo con la stessa passione, quella dell’esercizio finalizzato  a migliorare il fisico.
Successivamente ho deciso di praticare karate, uno sport basato su regole rigide e disciplina, che mi ha cambiato profondamente: mi ha reso più estroverso e mi ha  incoraggiato   a  uscire e  a frequentare nuovi amici.
Il mio impegno nello  sport è stato premiato quando ho incominciato a partecipare a delle gare sportive di competizione sana, nelle quali ho imparato che l’esercizio e la fatica  danno risultati e ho capito che lo sport può cambiare le persone in modo assolutamente positivo.

Cristian della II E