“Trance. Autobiografia di un lettore”: già dal titolo del nuovo libro del celebre autore argentino Alan Pauls si può cogliere la tematica principale dell’incontro tenutosi presso la Plaza de los Lectores l’11 maggio. La passione per la lettura è qui stata descritta come una piacevole mania che, in casi estremi, porta a numerosi sacrifici da parte di coloro a cui “niente interessa più di leggere”. Grazie alle domande di Giorgio Vasta, l’autore di Buenos Aires ha puntualizzato che “leggere è il mezzo per decifrare il mondo”: ognuno infatti si confronta costantemente con questa azione che, erroneamente, viene ricondotta solo all’atto di aprire un libro, mentre invece può essere vista come qualcosa di più profondo, che può risultare fondamentale nelle situazioni sociali, per comprendere pienamente chi abbiamo davanti.

Le situazioni in cui si è privati davvero di tutto – Pauls porta l’esempio del viaggio in aereo – sono momenti di ozio e vuoto assoluto in cui il lettore accanito si rivela: egli riesce a sentirsi nel suo ambiente proprio perché, non essendoci un’attività alternativa o obbligata, si può dedicare completamente alla lettura come se fosse “in una cella monacale” , ignorando le scomodità del contesto in cui si trova.
I ritmi odierni, la crescita e gli impegni sono l’incubo di ogni amante dei libri che preferirebbe passare il suo tempo immerso nei suoi libri, ma che è invece costretto a spezzettarne la lettura per potervisi dedicare. Pauls ammira tutti coloro che riescono a svolgere più attività in contemporanea ma, al tempo stesso, si definisce fondamentalmente “monotasking” proprio perchè, sentendosi un lettore dell’epoca passata, è ancora convinto che il rapporto che si crea tra lettore e libro sia unico ed esclusivo, un’esperienza propriamente soggettiva ed individuale, da praticare in totale isolamento e silenzio.
In conclusione dell’incontro, l’autore ha parlato della sua opinione riguardo un aspetto molto dibattuto fra i lettori di tutto il mondo: le sottolineature nei libri. Molti ritengono che questa azione sia un oltraggio che vada a deturpare irrimediabilmente le opere, ma non è così per quelli che, come Pauls, sono devoti alla lettura: annotare (segnare) ciò che colpisce in un libro permette di passare dall’avere al possedere una copia, facendola propria. Per questo motivo, questo atto è così importante: porta a galla chi siamo veramente. Rileggere i libri sottolineati in anni passati o da qualcun’altro? È un viaggio all’interno del libro stesso, ma che riflette anche il legame unico, passato o estraneo, che intercorre fra creare con il lettore.
Leggere per Alan Pauls è “decifrare, scomporre, analizzare: è importante interrogarsi su questo e non dare niente per scontato”.
Alice Libera Donno, Martina Bumbu
Liceo Grigoletti, Pordenone