Venerdì 20 settembre si è tenuto, presso la Sala Convegni della Camera di Commercio, la conferenza “L’esilio ieri e oggi. Tra romanzo e saggio” moderata dall’esperto saggista Massimo Rizzante e incentrata sulla tematica dell’esilio: all’incontro sono intervenuti gli ospiti Sylvie Richterová e Božidar Stanišić.

Gli autori hanno subito messo a fuoco il vero significato del termine “esilio”, dal momento che entrambi lo hanno vissuto sulla propria pelle, definendolo “una condizione umana corrispondente ad un grandissimo specchio in cui si riflette l’intero mosaico della società che respinge o che accoglie”. La saggista e poetessa Richterová, infatti, nasce nella Repubblica Ceca e si trasferisce in Italia dal 1971 per scelta culturale, a differenza dello scrittore bosniaco Stanišić che rifiuta di imbracciare le armi con lo scoppio delle guerre iugoslave e vive dal 1992 in Friuli Venezia Giulia.
Uno degli argomenti più approfonditi è stata la dimensione del tempo, grazie all’ultimo romanzo della Richterová intitolato “Che ogni cosa trovi il suo posto”: raccontando la vita di un protagonista che è in Italia ma continua a pensare alle proprie origini, l’autrice riesce, tramite un intreccio continuo e ordinato di eventi lontani nel tempo, a raccontare ben 60 anni di storia. Stanišić, invece, cita “Romanzo di Londra” di Crnjanski per riflettere sulla vera identità degli esuli, tanto da definirsi “iugoslavo” per aver reso proprie le vicende che hanno caratterizzato il suo paese. “Chi ha vissuto in esilio e torna al suo paese”, afferma l’ospite ceca, “viene visto con occhi diversi perchè è effettivamente cambiato rispetto al passato”: questa esperienza, anche se spesso costretta dal regime, è sicuramente una crescita interiore e spirituale.

In conclusione dell’incontro, gli autori si sono espressi sull’attualità del loro paese e dell’Europa in generale: in Repubblica Ceca si è ora più spinti ad un arricchimento culturale, in Iugoslavia si è avuta una divisione non solo politica ma anche linguistica, perciò è interessante notare come “in questo mondo globalizzato, molte realtà cerchino di difendere la propria nazionalità”, anche se è fondamentale ricordare che non è possibile vivere in Europa e definirsi solamente di uno stato.

 

Alice Donno e Elisabetta Mottola

Liceo Grigoletti di Pordenone e Liceo Alfieri di Torino