“Contro le elezioni: perchè votare non è più democratico”. Ecco il nuovo libro di David van Reybrouck, autore belga. Una provocazione rivolta al mondo della politica e in particolare all’attualità e all’utilità di un sistema elettorale antico e lento in un mondo così tecnologicamente avanzato e rapido.

Dopo un’accurata preparazione e lavoro di gruppo, i ragazzi dei Licei Ariosto e Roiti di Ferrara rispondono alla provocazione con video in chiave ironica. Propongono così nuovi modelli per sostituire la tradizionale elezione:

1) ‘Mi piace’ il Presidente: in un mondo governato dai social ciò che sembra il metodo migliore per una decisione è l’uso di Facebook. Il candidato che collezionerà più ‘mi piace’ sulla sua pagina vincerà per default le elezioni. La soluzione estende l’interesse ai giovani e combatte l’astensionismo con un’informazione rapida e accessibile a tutti. Ma chi ci assicura che ciò che leggiamo sui social è reale?

2) Le Olimpiadi Presidenziali: spesso i politici possiedono una grande cultura e preparazione su settori specifici e tecnici lontani dalla vita quotidiana dell’italiano medio. Questo sistema richiede una preparazione che prescinde dal nozionismo settoriale e si avvicina alla popolazione, proponendo domande di cultura generale ai candidati accompagnate da prestazioni fisiche. Sarà questo metodo un giusto compromesso tra un governo di tecnici e uno che rischia di risultare impreparato?

3) Il Grande Presidente: immaginate che tutti i candidati vengano rapiti e costretti a vivere in una casa spiati 24/7. Emergerebbe la vera personalità di ogni individuo e i confronti tra i politici diventerebbero più veri e interessanti. In questo modo si avrebbe più trasparenza sulla vita privata dei candidati che spesso influenza le apparenze pubbliche. Il televoto, però, rifletterebbe veramente la volontà della popolazione?

4) Accademia Presidenziale: se non vogliamo più eleggere il Presidente, perchè non formarlo a misura? Nasce così l’idea di un’accademia di formazione per i candidati presidenti durante la quale un sergente seleziona il più adatto. Buona l’idea della formazione, ma chi lo sceglie il sergente?

Questi modelli utopici e provocatori mirano a risvegliare un interesse per la politica nei giovani e una coscienza comune di stato; inoltre ci spingono ad interrogarci e mettere in discussione i modelli a cui siamo abituati.

 

Sara Ferrero (Liceo Alfieri di Torino) e Anna Zanoli (Liceo Ariosto di Ferrara)