Scrivere romanzi è più faticoso che scrivere libri di storia, si sa; però ti da anche più libertà: l’immaginazione ti permette di ricreare l’atmosfera di un’epoca passata “riempiendo le lacune che uno storico non potrebbe mai colmare”, come dice Alessandro Barbero, storico per professione e scrittore per passione.

Il libro che ha presentato oggi all’Oratorio San Filippo Neri é ambientato nell’Antica Grecia, periodo storico di cui generalmente non si occupa. E allora perché proprio in quell’epoca?
Una premessa è necessaria: 411 a.C , anno di grandi odi sociali, dello scontento dovuto ad una lunga guerra e di una democrazia che cade a pezzi. Ma è anche l’anno in cui va in scena la Lisistrata, la commedia di Aristofane che narra di come le donne prendano il potere con un colpo di Stato, imponendo uno sciopero del sesso.
Questo è il contesto: ma perché decide di scrivere questo romanzo? Per liberarsi di un peso che lo ha tormentato dalla giovinezza, quando scoppiò lo scandalo per il delitto del Circeo, una violenza esercitata su delle giovani ragazze con una forte connotazione politica. Perché non riportarlo in un libro, ambientandolo nell’antica Grecia, dove le donne non avevano alcun diritto politico e sociale? Tutti conoscono l’aspetto più luminoso della cultura greca antica, ma pochi sono a conoscenza di quello più oscuro: Barbero vuole proprio presentarci questa società patriarcale e maschilista, in un alternarsi crescente fra la commedia di Aristofane, tradotta da lui stesso, e la tragedia che sconvolgerà il lettore.

L’incontro, orchestrato da Margherita Oggero, è stato significativo: ci ha dimostrato come le drammatiche realtà della sopraffazione sulle donne, delle tensioni sociali e del razzismo di classe non abbiano età, e come continuino a sconvolgere tanto la Grecia del passato, quanto la nostra civiltà.

Sono pagine crude, queste, e Barbero stesso ci dice che “è stato faticoso raccontare quella violenza”. Una violenza che l’aveva scioccato all’età di quindici anni, ma è un libro da leggere, per conoscere quella Grecia fredda e oscura che nessuno conosce, e per riflettere.

Rebecca Barberis e Sara De Mola, Redazione FuoriLegge