L’arte della guerra si può riassumere in un libro? Questo è stato lo scopo di Filippo Andreotta, docente di relazioni internazionali e studi strategici presso l’università di Bologna e direttore della Fondazione Bruno Kessler,  che ha presentato il primo volume della sua opera “Potere militare e arte della guerra_ dalla polis allo Stato assoluto” giovedì 14 Maggio durante la XVIII edizione del Salone del Libro di Torino.

L’autore ha riflettuto sulla guerra come strumento politico e sulle sue caratteristiche, descrivendo l’evoluzione del modo di combattere dalle città-stato greche alla rivoluzione francese. Andreotta ha preferito lasciare il commento del suo libro a tre esperti dell’arte militare di ieri e di oggi. Uno di questi, l’Ammiraglio Giampaolo di Paola, ha sottolineato le costanti principali della guerra, da lui definita “attività per eccellenza dell’uomo e atto politico impossibile da rimuovere”.

Insomma, un libro importante e con un forte filo conduttore, che secondo Paolo Mieli, famoso giornalista e direttore della Rai,  si sofferma sul significato della pace e sulla sua effettiva esistenza. Questa, infatti,  non è mai esistita, non esiste e mai esisterà, ma l’uomo è comunque in grado di stabilire dei periodi di tregua, interposti a fasi di guerre. Dunque, solo coltivando la forza e la cultura, un paese può salvaguardare la propria tranquillità.

Per ultimo è intervenuto l’ex premier Enrico Letta, il quale presto diventerà preside di una prestigiosa facoltà di affari internazionali in Francia. Letta in parte protagonista degli ultimi eventi militari che hanno toccato il Mediterraneo e l’Europa aveva sicuramente un punto di vista interessante. Ha, infatti, ritenuto utile riflettere sul ruolo che hanno avuto gli Stati europei nel tempo, per poter, così, risolvere la situazione di crisi che ha colpito i rapporti odierni tra essi. Secondo il politico, infatti,  bisogna essere consapevoli del fatto che l’Europa sia stata una grande forza, perchè unione di minoranze alla pari che non sono mai riuscite a prevalere l’una sull’altra.

Ha inoltre messo in relazione le Guerre Puniche, uno dei temi trattati nel volume di Andreatta, con la situazione attuale della Libia. Questi conflitti sono accomunati dal medesimo scenario di combattimento, il Mediterraneo, e da un intervento militare sbagliato che ha danneggiato la politica di entrambi i paesi.

Lo studio delle guerre passate, filo conduttore di quest’opera, ci permette di giudicare gli eventi attuali e di considerarli da un altro punto di vista ed è per questo che Andreatta si augura che il libro possa essere di stimolo ai giovani per riflettere su queste tematiche. Speriamo quindi anche noi di bookblog che questo argomento di notevole importanza possa incidere sullo studio della storia.

 

                                                           Viola Porrini, Allegra Pieri

Redazione Alfieri

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