Tre, due, uno..via! Sabato 11 Marzo 2017 Il Teatro Verdi di Pordenone si riempie di vita in occasione dell’inaugurazione della 23o edizione del Dedicafestival, che quest’anno vede protagonista Bjorn Larsson, scrittore svedese o, per i suoi lettori, “scrittore di mare”. L’applauso è smorzato da Luca Crovi, critico e giornalista, nell’evenienza intervistatore, ma anche amico.  Dopo le prime formalità l’unica voce percepita è quella di Gigio Alberti, che anima la lettura di uno dei pezzi più intensi dell’autore, “Otto personaggi in cerca (con autore)”, pesando le parole: l’armonia del racconto, ogni lettera è suono e contenuto, “scrivere è scegliere ogni parola, e ci sono giornate in cui non ci sono parole”. Strano ma vero: anche i grandi artisti falliscono, anche loro sono pervasi dall’incubo del vuoto d’ispirazione, o semplicemente diventano per un momento incapaci di esprimere quello che provano: succede anche a Larsson. Ha visto naufragare una ventina di romanzi, di cui uno sul mare, il mare di oggi che porta con sé migliaia di vite. “L’immigrazione è un tema troppo vicino, e trovare un protagonista per quel racconto mi è stato impossibile”, afferma.

La simpatia dell’ospite permette al pubblico di entrare con delicatezza nella sua vita, che viene posta da lui stesso su un piano ironico, e la rassegna procede nella scioltezza più assoluta, quasi come se il pubblico fosse l’incarnazione dei suoi personaggi e lui il marinaio che lo trascina nelle sue avventure, come il Capitano Marcel. Le onde investono il teatro ed emerge un valore  che l’autore definisce “paradossale”: la libertà. La diamo per scontata mentre la guerra scoppia a fianco a noi, viviamo di altri valori senza chiederci cosa sia effettivamente, senza prendere coscienza del fatto che inizia ad esistere quando ci manca. Ed è ancora più antitetico come questo ideale venga concepito dall’autore in un momento in cui l’esposizione dei suoi ideali mette in dubbio la sua libertà. Dunque una vita, quella di Larsson, che segue un percorso a tappe, tra paesi, culture, storie, addirittura scambi di identità: lungo i suoi tragitti è persino diventato il personaggio del poeta morto, prendendo spunto proprio dal suo romanzo, incarnandosi nel suo omonimo Stieg Larsson. E non meravigliatevi se, dopo una breve conversazione con lui, doveste trovare le vostre parole tra i suoi libri, o tra gli appunti in uno dei suoi taccuini: è il modo di approcciarsi ai suoi lettori, presentandosi come uno di loro e…in italiano. La scelta di dedicarsi allo studio della nostra lingua è dovuta all’innumerevole quantità di pubblicazioni dei suoi romanzi e al suo successo in Italia, ma soprattutto al suo apprezzamento per la traduzione fedele agli originali, che li ha lasciati integri nel loro valore e nella loro intensità, permettendogli di ritrovarsi nelle sue produzioni. Un uomo che non smette mai di cercare, di scoprire, di apprezzare, di sognare. Si spinge oltre i confini delle diversità e immagina, immagina persino il futuro, sino all’attentato delle Twin Tower dell’11 Settembre 2001.

Conclude esponendo il suo pensiero: quello di un mondo senza confini, perché “non abbiamo scelto noi in che paese nascere” e la letteratura non ha origini, ma è solo immaginazione e forse è tra le poche cose in grado di trasferirci in quel modello utopistico.

Un incontro che lascia la speranza in qualcosa di migliore, di positivo: un sogno, o la forza di andare avanti, come ha dichiarato un suo affezionato lettore.

Franzin Chiara con la collaborazione di Boggio Flaminia e Maccioccu Chiara

3CSCI/5CSCI – Liceo M.Grigoletti, Pordenone