Ricordate la voce calda e avvolgente di vostra madre quando vi raccontava le storie della buonanotte? Che voce avevano i suoi personaggi probabilmente adesso non lo ricordate nemmeno più.

I libri, quando eravamo bambini, avevano una voce, e nonostante sia stato emozionante poter prendere per la prima volta in mano un libro in modo indipendente, a tutti sarà rimasto dentro quel certo nonsoché, una nostalgia, la sensazione di aver perso qualcosa che non ritornerà mai.  E’ proprio questo che Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston, attori italiani, tentano di restituirci al Salone, leggendoci, nel corso di un incontro, dei brani tratti dagli ultimi tre audiolibri editi emons.  Isabella Ragonese è riuscita a sostituire per un’ora il ruolo delle nostre madri, leggendoci, o meglio interpretandoci con voce e corpo, il romanzo di Tracy Chevalier “La ragazza con l’orecchino di perla”. La sua voce profonda, dalla pronuncia fluida e dolce, ha la grande capacità di proiettare nella mente le immagini esatte dei personaggi, degli ambienti e delle scene descritte nel libro, arricchendo inoltre con le proprie emozioni il testo dell’autrice e riuscendo ad immergere la platea in un mondo evanescente al quale, parola dopo parola, dà forma.

A riportarci nel mondo reale, o meglio, a catapultarci tra i boulevard e i bassifondi di una cupa Parigi degli anni ’30 è Giuseppe Battiston, con la lettura di frammenti tratti dagli omonimi romanzi del ciclo Maigret: “Petr il lettone” e “L’impiccato di Saint-Pholien” di Georges Simenon. La sua voce chiara e scandita, forse più narrante che recitante, risulta perfettamente adatta ad inoltrarci nel mondo dell’investigatore Maigret e a regalare momenti di assoluta suspence e tensione. Commenta Isabella “L’audiolibro è per me un tornare bambina. E’ un perdersi nella voce, che aggiunge qualcosa in più alla lettura del testo scritto. Si assapora molto meglio il suono delle parole senza essere distratti dall’ansia di sapere come va a finire”. Aggiunge inoltre Battiston: “L’audiolibro è un controsenso. Tradisce il romanzo ma realizza la sua visione sostituendo il suono alle lettere”.

 

Federica Giuliano, Elisabetta Poma, redazione Alfieri