Questo è il titolo della conferenza che si è tenuta nello Spazio Incontri del Salone del Libro, a cura di Edizioni Dell’Asino. Il saggista Goffredo Fofi ha dato il via alla conferenza presentando i due testi teorici al negativo e al positivo di Simone Weil, scritti nel pieno della seconda guerra mondiale. Il primo testo parla della soppressione dei partiti politici e il secondo è intitolato “Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano”. La riflessione di Weil si concentra sui doveri e non sui diritti degli esseri umani sostenendo infatti che un diritto è “una cosa campata per aria fino al momento in cui io non ho la forza per farlo valere”, come ci è stato testualmente citato da Fofi. I diritti, inoltre, devono essere ben selezionati e per farlo è necessario analizzare l’esigenza reale di ognuno di essi.

Il secondo ad intervenire è  stato Giancarlo Gaeta che, riagganciandosi al primo dei due testi, riporta l’accusa di Weil. Dagli anni ’60, infatti, si è cercato di far valere l’individualità piuttosto che la collettività, soppressa proprio dalla presenza dei partititi politici. Il desiderio di Weil era proprio quello di rivedere le fondamenta della politica e di istituire nuovi principi che non facessero riferimento all’Illuminismo, al Marxismo o al personalismo cattolico, come spiegato in modo chiaro da Gaeta. Un ultimo, se pur più breve, intervento è stato fatto da Gianfranco Bettin che ha ribadito e in alcuni punti approfondito l’argomentazione già esposta dai suoi colleghi.

 

Roberta De Gioanni e Greta Mariotti