spirali-movimentoAbbiamo assistito alla presentazione del libro di Piero Bianucci, intitolato ‘Vedere, guardare’. L’autore è un giornalista scientifico e in questo libro si occupa della moltitudine di sfaccettature della luce. A proposito di questo argomento, il 2015 è stato proclamato anno internazionale della luce, da parte dell’UNESCO. Per introdurre il discorso, Bianucci ha spiegato che anche noi, in quanto persone, è come se emettessimo della luce e, allo stesso tempo, avessimo dell’energia, che permette al nostro corpo di svolgere moltissime attività, delle quali, spesso, ignoriamo anche l’esistenza. Non siamo a conoscenza nemmeno della grande quantità di forme di luce e delle differenze che intercorrono tra queste, ognuna delle quali ha un proprio ruolo specifico e tutte insieme permettono la vita sulla terra.

anatraL’altro elemento che completa questo binomio è l’occhio, che consuma circa un quarto della nostra energia: anch’esso ha un meccanismo molto complesso ed è strutturato ad hoc per le nostre esigenze; basti notare che gli uomini hanno una visione frontale, tipica dei predatori, mentre animali, come i cavalli o le capre, in quanto, solitamente, predati, hanno una visione laterale che permette loro di avere una percezione migliore dell’ambiente e dei pericoli circostanti. In seguito ci ha mostrato diverse immagini, alcune delle quali piuttosto diffuse sul web, che provocano illusioni ottiche. E’ stato particolarmente interessante dal momento che non sapevamo che il nostro occhio rimanesse in uno stato di confusione alla visione di un’immagine come quella qui a sinistra, nella quale possiamo vedere allo stesso tempo un’anatra o un coniglio, perché il nostro cervello, analizzandola, si concentra maggiormente su una figura rispetto all’altra o, in un secondo momento, viceversa. Un altro esempio particolare, è quello dell’immagine a destra, nella quale vediamo un groviglio di spirali, in realtà tutte ferme, ma apparentemente in movimento, a causa dei movimenti cosiddetti saccadici dell’occhio, per noi impercettibili, per i quali l’occhio vibra 4\5 volte al secondo, spostando velocemente l’inquadratura.

Concludiamo con una frase di Bianucci, che ci ha colpito molto, ossia che tra il vedere e il guardare c’è una grande differenza: vedere è un atteggiamento passivo, perché è inevitabile nel momento in cui abbiamo gli occhi aperti, invece, l’azione di guardare è attiva, perché implica un’intenzione e una concentrazione su un elemento specifico, un po’ come quando sentiamo qualcuno, ma non lo ascoltiamo. Ecco, forse, dovremmo guardare un po’ di più ciò che questo grandioso binomio luce-occhio ci offre.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 Celeste Paccotti, Matteo Pecoraro