Il 18 maggio 2017, al Festival Internazionale del Libro, María Teresa Andruetto ha intrattenuto un dialogo con la traduttrice del suo ultimo libro, Federica Niola e Beatrice Masini della casa editrice Bompiani. L’evento organizzato da “l’AutoreInvisibile” ha reso omaggio alla scrittrice di fama internazionale ed era finalizzato a presentare il suo ultimo libro “Lingua madre”.

Andruetto si è subito mostrata cordiale e entusiasta di rispondere alle domande. Per prima cosa si è parlato del suo libro che racconta la storia familiare di tre generazioni di donne utilizzando una complessa serie di piani narrativi diversi, rappresentati da lettere, che si alternano alla voce narrante. I temi principali sono la famiglia, la lingua madre ed il senso di appartenenza.

Ma da dov’è nata la storia? L’autrice ci racconta un aneddoto interessante: dopo aver vissuto vent’anni nella stessa casa, si trasferisce insieme alla figlia nell’abitazione appartenuta a sua madre dove, all’interno di un libro, trova un frammento di una lettera scrittole dalla madre in tempo di dittatura. Va infatti ricordato che l’Andruetto proviene da un piccolo villaggio dell’Argentina. È proprio da questo piccolo pezzo di carta ha avuto l’ispirazione per scrivere questo libro a lei molto caro.

La scrittrice è nota per le sue strategie di scrittura “ogni volta diverse, ma sempre uniche”. È stata infatti influenzata da diverse tradizioni letterarie: la prima mette insieme la letteratura e la politica; la seconda è una tradizione interamente dedicata alla cultura latino-americana; un’altra è prettamente femminile.

Ciò che per l’autrice è veramente importante è riuscire a trovare una propria lingua unendo la sua esperienza personale alle parole della sua lingua madre che vengono utilizzate tutti i giorni. La ricerca di un vocabolario proprio costituisce l’identità della scrittrice.

È intervenuta anche la sua traduttrice, Federica Niola, che nel tradurre il libro ha trovato qualche difficoltà dovute alla complessità della storia e del ritmo di narrazione. Nelle traduzioni la difficoltà maggiore sta sempre nel cercare di rimanere coerenti con il testo senza ottenere un risultato piatto.

Un ultimo tema trattato è stato quello della memoria, molto presente nel libro. Questo è un tema che contraddistingue anche la traduzione, infatti la memoria consente di ricordare, ma anche di tradire.

Giulia Pietrogrande e Claudia Felloni, Liceo “L. Ariosto”.