“La Virilitè”, il documentario diretto da Cècin Denjean e proiettato all’Apollo 2 domenica 6 ottobre, tocca un argomento oggi giorno molto importante, la mascolinità. I ragazzi odierni vengono educati in maniera patriarcale:”Non piangere! L’uomo non è fragile, rialzati!”. Il privilegio di essere un uomo è anche una trappola; infatti più del 96% dei carcerati, il 75% dei suicidi, il 75% dei morti per incidenti stradali sono causati dagli uomini.

Il costo della virilità è un prezzo fin troppo caro da pagare, eppure il patriarcato continua a essere un pilastro della società. Gli atteggiamenti imposti dal sistema generano sul genere maschile una pressione che li porta a chiudersi in se stessi e a limitarsi. Su questo argomento è stato creato pure un neologismo: gli zhommes (uomini virili, forti e dominatori),  mentre al contrario con il termine “omuncoli” ci si riferisce a mezzi-uomini, che sfoggiano comportamenti effeminati. Le stesse donne ritengono di preferire un maschio-alfa accanto a loro.

In conclusione, un uomo non nasce gentile o violento, ma viene plasmato dall’ambiente in cui si trova e la virilità finisce per essere il nostro masso di Sisifo.

Yassir Zantou, Liceo Ariosto

Matteo Grasso, Liceo Alfieri