In preparazione dell’incontro al Salone del Libro (sotto trovate le coordinate)  ecco il frutto del lavoro di preparazione e approfondimento fatto con le scuole di tutta Italia in collaborazione con gli editori. Oggi su l’inserto speciale del Corriere della Sera La lettura Vi aspettiamo al #SalTo18!
Ore 10.30
Arena Bookstock
dai 7 anni
Mettiamo il carburante nella costituzione
La Costituzione? Un gioco da ragazzi
Incontro con Anna Sarfatti, Della Passerelli, Silvana Sola e il vice-procuratore Francesco Saverio Pelosi
a cura di Mondadori e Sinnos
Gli articoli diventano filastrocche per i bambini più piccoli e per quelli un po’ più grandi un modo per ragionare e giocare sul loro significato: con un unico obiettivo, quello di mettere carburante nella Costituzione perché continui ad essere quello che voleva chi l’ha scritta: carta viva da rinnovare giorno dopo giorno.


Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 3


Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

La prima volta che abbiamo letto l’articolo 3 abbiamo pensato ad alcune parole ad esempio diritto alla vita, diritto a giocare, a fare sport e imparare, a essere amati a non essere visti come diversi l’uno dall’altro:  in classe siamo dal Giappone al Perù ma noi siamo tutti uguali, siamo tutti bambini della 2E.

Poi lo abbiamo riletto con ancora più attenzione e ci siamo detti che l’articolo 3 vuole fare le persone felici e tutti uguali.

Per noi uguali sono tutti: i bambini, i genitori, i nonni, i cugini,… insomma tutte le persone del mondo.

Per noi essere uguali significa anche saper comandare su se stessi, ma gli adulti spesso se ne dimenticano e pensano di comandare solo sugli altri. L’articolo 3 parla di libertà. Per noi è il più importante perché ci riguarda tutti, ci tutela e ci dice che è inutile fare differenze.

Solo dei cittadini felici e tutti uguali possono essere liberi. Seguendo le parole dell’articolo 3 abbiamo conosciuto Martin Luther King, Gandhi, Don Milani, Mario Lodi, Rosa Park e parlando tra di noi ci siamo sentiti sempre più sicuri di una cosa: possiamo essere felici se siamo trattati tutti in maniera eguale.

L’articolo 3 della Costituzione per noi è tutto questo.

Le Bambine e i bambini della 2E della scuola primaria G. Carducci di Firenze
Insegnante Lidia Pantaleo


Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 19

Art. 19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. 

La Costituzione Italiana riconosce a tutti il diritto di professare la propria religione: cattolica, buddista, ebraica, musulmana… Noi crediamo che questo articolo sia molto importante perché promuove e tutela valori come la libertà, il rispetto, l’accoglienza e la pace. Ognuno di noi può professare la propria religione, in qualsiasi modo, nel rispetto degli altri e della legge. Siamo liberi di praticare la nostra fede individualmente o con gli altri, senza doverci nascondere o vergognare. Ciò non è scontato perché in alcuni paesi nel mondo non si può scegliere e si rischia perfino la vita. Anche nel corso della storia ci sono state molte persecuzioni religiose e tante persone sono state torturate e uccise. La storia ci ha insegnato che bisogna difendere le proprie idee ma, al tempo stesso, rispettare coloro che hanno un pensiero diverso. In Italia siamo molto fortunati perché lo Stato riconosce a tutti noi questo importante diritto. Molti giovani amano e difendono la propria religione come se fosse un figlio perché credono che sia fondamentale credere in qualcosa. Altri sono in dubbio se credere o no. In realtà coloro che approfondiscono questa tematica sono veramente pochi. Sarebbe bello se tutti ci confrontassimo con persone di altre religioni per conoscere e far conoscere, per promuovere il dialogo e l’amicizia tra i popoli, per scongiurare la guerra e la violenza.

Istituzione Scolastica: “Abbé J.M.Trèves” Saint-Vincent
Scuola Primaria Saint-Vincent Moron
Pluriclasse quarta-quinta
Alunni classe 4ª: Chadel Maikel, Joly Hemile, Joyeusaz Joël, Vout Sophie.
Alunni classe 5ª: Bacco Valentina, Berger Sonia, Chadel Cien, Chatrian Angelica, Cornaz Thomas, Dublanc Thierry, Scaletta Martina, Vuillermoz Mark.
Insegnanti: Dublanc Giuseppina, Edifizi Daniela, Pavetto Patrizia.


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 11

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

L’Italia ha creato l’articolo 11 sperando di trasmettere ai cittadini l’importanza della libertà propria ed altrui e per insegnare che non serve la guerra per mettere a posto le situazioni.

Pensiamo che l’idea della pace, anche se a volte sembra un’utopia, è un obiettivo che si può raggiungere: se tutte le nazioni avessero lo stesso nostro articolo nella loro Costituzione sarebbe più facile raggiungere l’obiettivo della pace; ma finché ci saranno uno o più paesi che si permetteranno di fare la guerra, la pace sembrerà solo un sogno. Per alcuni la guerra può essere positiva ed utile, ma alla fine danneggia tutti e tutto: i paesi partecipanti, i civili, l’ambiente…

L’Italia prese una saggia decisione per il bene del suo e degli altri popoli: è un articolo importante perché la guerra porta molta paura e soprattutto quelli che la guerra l’hanno vissuta furono molto fieri di questo articolo e anche noi oggi.

Secondo noi il migliore attacco è la difesa e l’articolo 11 spiega a pieno il carattere del nostro paese: è sempre un’azione saggia non attaccare nessuno, ma rispondere solo in caso di assalto; in questo modo non si porta odio e i nemici si possono tenere sott’occhio.

Se pensiamo alla parola guerra pensiamo a qualcosa di lontano da noi, qualcosa che è difficile da immaginare poiché non la abbiamo vissuta, qualcuno ci ride sopra…

Questo è un argomento serio, ma difficile da spiegare: bisogna immedesimarsi in quello che impariamo a conoscere, per capirlo, ricordarlo ed essere sempre consapevoli; per questo per noi è l’articolo più importante.

L’Italia ha mostrato interesse e impegno ricordando le guerre del passato in modo che quello che capitò non riaccada mai più.

L’amore e l’intelligenza sono le armi più forti che qualsiasi nazione può avere tra le mani.

L’Istituto Comprensivo di Cariale (SV), plesso Scuole Medie, Classe III C


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 34

Art. 34

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Siamo la 2° C dell’istituto comprensivo n° 3 di Nuoro, l’ articolo della Costituzione che abbiamo adottato è il n° 34 (l’importanza dell’istruzione).

L’articolo 34 è importante perché garantisce alle famiglie italiane un’istruzione per i figli a prescindere dalle possibilità economiche della stessa famiglia, in questo modo si appianano le differenze sociali ed economiche. L’articolo 34 promuove l’ uguaglianza sociale ed economica di tutti i cittadini italiani. Per preservare questo articolo tutti gli studenti italiani devono impegnarsi nello studio sin dai primi anni, sapendo che se vorranno continuare gli studi non facoltativi, lo stato li aiuterà con le spese offrendo delle borse di studio. Noi giovani di oggi non comprendiamo a pieno la grande opportunità che tale articolo ci fornisce. Se noi comprendessimo tutto ciò, probabilmente avremmo più rispetto verso la scuola e su quanto sia importante l’istruzione, con la consapevolezza della della grande opportunità di cui disponiamo.

Classe 2°C Istituto Comprensivo “M. Maccioni” Nuoro


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 21

Art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

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Ognuno è libero di pensare e di esprimere il proprio pensiero, ma rispettando i sentimenti e le emozioni degli altri. In un gruppo di amici, in famiglia e nella comunità in generale , tutti devono essere liberi di vestirsi a modo loro, di professare la propria religione, di avere i propri usi e costumi, di vivere il proprio orientamento sessuale e di non essere obbligati a seguire la massa. È vero che ognuno può esprimere la propria opinione, ma non si deve arrivare al cyberbullismo, quindi rispettando sempre la privacy altrui. Il proprio parere può non essere positivo nei confronti di tutti , ma non bisogna mai ricorrere alla violenza e alla tortura, sia verbale che fisica, come dice il detto “Uccide più la lingua della spada”. Anche il bullismo e la “presa in giro” (NdR derisione) sono esempi di violenza. La libertà di pensiero include anche il diritto di essere informati su tutti i fatti che accadono ed essere consapevoli di ciò che succede nel resto del mondo, perché l’informazione è fondamentale per esercitare la propria partecipazione.

Il diritto ad essere informati correttamente da giornali, telegiornali e blog sulle notizie di fatti reali e non sulle bufale e le fakenews non è opzionale. Purtroppo capita spesso che l’articolo 21 non sia applicato per ciò che riguarda gli stranieri anche con cittadinanza italiana. Durante il Fascismo non c’era questa libertà e l’averla introdotta ha permesso alla società civile di crescere contrariamente a come accade in paesi come la Birmania (NdR Myanmar) e la Corea del Nord. Questi principi potrebbero essere dimenticati e si tornerebbe al punto di partenza.

Anche in Occidente a volte forse si è superato il limite come nel caso della satira di Charlie Hebdo, nonostante la Costituzione francese abbia al riguardo un orientamento diverso rispetto a quella italiana. In conclusione la libertà di pensiero e di espressione è un diritto imprescindibile e fondamentale nella definizione delle leggi e per la tutela dell’identità di una nazione ma ci sono dei limiti necessari. Tali principi devono essere applicati anche nei gruppi di ragazzi per crescere come ragazzi che incarnino tali valori e siano capaci di rispettare tutti a prescindere.

Classe 2^D
IC Teresa Confalonieri
Plesso Confalonieri
Monza (MB)

Professori:
William Pioltelli (Lettere)
Linda De Giuseppe (Arte)


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 21

 Art. 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso vilare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Quando è stata scritta la Costituzione italiana, e quindi l’articolo 32 sulla Sanità, in Italia la situazione medico- ospedaliera era drammatica. Strutture obsolete, poca igiene, ospedali mal forniti di macchinari, farmaci ecc… La maggior parte della popolazione viveva in condizioni disagiate.
Fu a partire dai primi anni ’50 che qualcosa iniziò a cambiare. Molta attenzione venne data alla prevenzione della tubercolosi e della poliomielite allora malattie ancora molto diffuse. Successivamente vennero introdotte le vaccinazioni obbligatorie per molte malattie infantili per evitare epidemie. La Repubblica Italiana tratta i propri cittadini come un genitore tratta i suoi figli, cioè mettendo al primo posto il loro benessere e alla loro salute indipendentemente dal fatto che il malato le possa pagare o meno. Questa disposizione ci sembra molto giusta perché la salute della persona è molto più importante dei soldi spesi per curarsi e non si può lasciar morire una persona senza far nulla per aiutarla. Ci sembra corretto imporre le cure per le malattie contagiose e pericolose per la collettività ma è anche giusto poterle rifiutare poiché ognuno di noi deve avere la libertà di decidere. Si ad oggi questo articolo è stato rispettato nonostante le difficoltà che la nostra società sta affrontando. Noi bambini ci auguriamo che anche infuturo continui ad esistere come diritto fondamentale per la nostra vita garantendo cure ed assistenza, investendo sulla formazione del personale per averlo sempre più qualificato.

Classe 4^ A, Plesso Dewey Circolo Kennedy di Torino
Insegnante Chiara Romagnoli 


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 1

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La Costituzione è una REGOLA molto importante, perché contiene i principi che stanno alla BASE di tutte le altre leggi.

I 139 articoli della Costituzione costituiscono le FONDAMENTA della nostra “casa” ITALIA.

Nell’articolo 1, ci sono i VALORI essenziali, cioè quelli che contano di più: REPUBBLICA DEMOCRATICA e SOVRANITA’ POPOPLARE. Essi ci dicono che in “casa nostra” non comanda uno solo, il, come avviene nelle civiltà del passato che studiamo quest’anno, ma tutti gli abitanti che scelgono i loro rappresentanti, attraverso libere elezioni.

Nell’articolo 1, è presente anche il valore basilare della nostra vita quotidiana: il LAVORO.

Grazie ad esso, tutti possono migliorare la propria condizione personale e famigliare. Svolgere bene il proprio lavoro è importante per essere utili a se stessi ed alla società.

Dopo 70 anni, purtroppo, il lavoro è scarso, pagato male, spesso irregolare, poco rispettato, sfruttato, insicuro.

Tutto ciò ha peggiorato le condizioni di vita in “casa nostra” e perciò i giovani “vanno via di casa” a cercare condizioni migliori.

 

I bambini della 4C della scuola primaria Mazzini di Torino
Insegnante Filomena Ler


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 6

Articolo 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche

Ciao Costituzione! Volevamo proprio parlare con te dell’art. 6.

Hai ragione, tutti devono essere rispettati; è giusto che tutti si sentano liberi di parlare la propria lingua e di esprimere, attraverso essa, la propria cultura. Noi sosteniamo e difendiamo il valore della libertà di essere diversi e di esternare i propri pensieri. Minoranza non significa solo appartenere a culture diverse, ma anche “essere in minoranza”. Pensiamo che in una democrazia sia necessario scegliere per maggioranza, ma pensiamo anche che, se non si condivide la scelta della maggioranza, bisogna comunque poter riuscire a portare avanti le idee. Per difendere i diritti delle minoranze è fondamentale prima di tutto rispettarle.

 

Essere in minoranza può capitare a tutti, cioè può essere capitato di avere delle idee diverse da quelle della maggioranza delle persone, ma ciò che conta è continuare a sostenerle rispettando quelle degli altri, anche se diverse dalla propria.

Alcuni di noi fanno parte di minoranze linguistiche e ci sentiamo liberi e accettati perchè viviamo in Italia e grazie alla Costituzione,

che tutela questo diritto, possiamo esserlo.

Conoscendo persone con origini etnico-culturali diverse dalle nostre, possiamo sapere molte più cose su altri popoli e questo è molto interessante. Il valore della diversità è inestimabile, tutti siamo diversi, abbiamo talenti e pregi, difetti e qualità. Nessuno può essere uguale. Ciascuno è diverso e unico.


Alunni della V A e V B
Scuola Primaria “ARCOBALENO” di Padova

Le insegnanti
Giuseppina Izzo
Veronica Frigo
Marta Marchi


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 13

Art. 13

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E’ punità ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Commento: secondo noi l’articolo 13 della Costituzione è molto giusto e importante perché la libertà delle persone deve essere rispettata e tutelata sempre e ovunque. Ci ha colpito che il termine “libertà” venga usato sia per indicare la libertà fisica – come diritto alla vita, alla salute e all’integrità fisica – sia la libertà “morale” cioè il diritto al rispetto del proprio pensiero, idea politica o religione, soprattutto se ci si trova nella situazione di essere arrestati.

Studiando la Storia abbiamo capito che nel passato succedeva che il re o l’imperatore poteva decidere di imprigionare e torturare chiunque, anche senza avere delle prove e senza processo. Poi nel 1215, in Inghilterra alcuni nobili obbligarono il loro re a firmare un accordo – la Magna Carta libertatum – in cui tra le altre cose c’era questo principio dell’Habeas corpus che assomiglia un po’ all’articolo 13.

Grazie a questo articolo oggi non ci dovrebbero essere più ingiustizie, soprattutto verso le persone più povere e indifese, anche se purtroppo abbiamo sentito storie di persone che vengono arrestate o sequestrate senza motivo e poi maltrattate in prigione. Questo accade in tanti paesi del mondo: un caso famoso è quello di Giulio Regeni, ricercatore italiano che studiava in Egitto, sequestrato e torturato fino alla morte per colpe mai provate.

Ecco, l’Egitto probabilmente dovrebbe mettere nella propria Costituzione il nostro articolo 13!

MAGNA CHARTA LIBERTATUM

The Magna Charta is a document signed by King Jonh after negotiations with his barons at Runnymede Surrey England in 1215. They sealed the Great Charter called in Latin Magna Carta.It established a council of 25 barons to limit the power of the king and garantee the respect of the law: including access to quick justice,parliamentary assent for taxation,Tax limitation, protection from illegal imprisonment. Magna Charta has influenced English law down to the present day. It is one of the most celebrated document in the history of England. It is recognised as a cornerstone of the idea of the liberty of citizens.

Classe I F, Scuola Secondaria di I Grado “Rossetti” dell’Istituto Comprensivo 5 di Pescara
Insegnante di Italiano e Storia: Cappio Lorella
Insegnante di Inglese: Di Prinzio Amalia 


La Costituzione compie 70 anni: adottiamo l'articolo 9

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

L’articolo 9 della Costituzione Italiana promuove lo sviluppo delle ricerche scientifiche e tecniche.

È molto importante che ci sia la possibilità di svolgere queste ricerche in piena libertà e con i finanziamenti adeguati, perché così tutte le conoscenze dell’uomo possono essere ampliate per migliorare la qualità di vita di tutti.

L’articolo 9 inoltre tutela, cioè protegge, l’ambiente e i beni culturali, storici e artistici del nostro Paese.

Grazie ad esso la nostra cultura e il nostro patrimonio storico e artistico sono arrivati fino ai giorni nostri. Per far questo lo Stato Italiano ha istituito numerosi musei, nei quali sono conservate tutte le testimonianze del nostro passato, e ha creato parchi naturali per salvaguardare l’ambiente e conservare la sua bellezza.

Per uno Stato come il nostro questo articolo è davvero fondamentale perché abbiamo un patrimonio immenso, sia dal punto di vista storico e culturale che ambientale.

Lo Stato Italiano, per aiutare le giovani generazioni al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente, dovrebbe promuovere e finanziare iniziative gratuite per ogni ordine e grado di scuola.

Classe IV B
IC Rita Levi- Montalcini (Torino)
Docenti partecipanti: Antonella Codamo e Francesca Zanfardino