“Le 10 mappe che spiegano il mondo”, di Tim Marshall, è un viaggio fra i continenti sulle ali di dieci carte geografiche. Uscito nel 2015, è subito diventato un bestseller di fama mondiale acclamato dal “New York Times”. Portandoci in Russia, Cina, Nord America, Africa, Europa e altri Paesi ancora, ci racconta la geografia toccando la geopolitica, la sociologia e le trattative internazionali. Soffermandosi sulla cartina della Russia, Marshall spiega come questa potenza mondiale abbia in realtà un punto debole: la mancanza di sbocchi sull’oceano. Imprigionati nelle loro stesse pianure, l’unico modo con cui possono avvalersi di un porto temperato è prendere possesso del più vicino: quello in Crimea, che è stato occupato e annesso già nel 2014. La seconda cartina del libro riguarda la Cina. Dopo essere stata attaccata innumerevoli volte nell’interno, riuscì a fortificare le zone critiche a discapito, però, della fascia costiera, ancora esposta. La flotta dello stato è ridotta e obsoleta, la marina militare inefficiente. Attualmente sono in cantiere nuove navi portaerei e isolotti di cemento vengono costruiti al largo della costa per aumentare l’influenza cinese a scapito degli Stati Uniti. Proprio di questi ultimi tratta la terza parte del libro. La loro conformazione naturale, ricca di fiumi navigabili e pianure fertili, li ha designati fin dall’arrivo dei primi coloni ad essere uno futuro stato molto importante. A differenza degli spagnoli che conquistarono l’America Latina imponendo vecchi modelli di società, simili al feudalesimo, negli U.S.A. venne fin da subito evidenziato il principio di unità di una sola cultura e venne donato terreno agli abitanti. Cina e Stati Uniti invece, tuttora i principali imperi commerciali, sono al centro dello scenario mondiale, perennemente in conflitto. Le loro mosse sono seguite attentamente da tutti gli altri Stati. Marshall ha brevemente spiegato anche le cartine di Africa ed Europa. Nel primo dei due continenti gli abitanti si sono sempre trovati in difficoltà anche a causa della struttura non favorevole del loro territorio, ma in un’epoca di grandi cambiamenti, come la nostra, le cose sono destinate a migliorare. Un esempio è l’Etiopia con la nuova diga e centrale idroelettrica sul Nilo. L’Europa, ricca da secoli, si trova ancora una volta divisa, nonostante i notevoli miglioramenti per l’unità garantiti dall’U.E. Il Covid19 non ha certamente aiutato ad unire i vari stati. La conferenza viene conclusa da Tim Marshall con un accenno ad uno dei suoi ultimi libri, “I muri che dividono il mondo”, seguito da una riflessione e un monito alle nuove generazioni: “Noi viviamo nell’era dei muri. Non sto dicendo che questo sia giusto o che sia il nostro futuro, ma per cambiare ci servono i politici giusti e le idee giuste.” Giacomello Eva Laura, Zanetti Giulia, Liceo scientifico M. Grigoletti, Pn