Nel primo pomeriggio di Venerdì 19 maggio Oscar Farinetti, Vittorio Sgarbi e Paolo Crepet sono stati accolti nella Sala Gialla della 30°ima edizione del Salone Internazionale del Libro per la presentazione del quinto libro del fondatore della catena Eataly.
“Ricordiamoci il futuro: sette storie e un riassunto” é il titolo della raccolta di romanzi brevi scritti dall’imprenditore piemontese che, senza troppe sorprese, trattano della biodiversità, di agricoltura e dell’eccellenza che rappresenta l’Italia in campo alimentare. Il libro è concepito per dare voce a personaggi di diverse epoche come Plinio il Vecchio, Hemingway, Noè e i suoi figli inserendo anche il collega Sergio Capaldo, responsabile nazionale di Slow Food.
Superfluo dire che forse, al posto che scrivere un numero spropositato di romanzi brevi nei quali elogiare in modo retorico le caratteristiche territoriali e gastronomiche italiane avrebbe fatto meglio a concentrarsi su una sola storia di caratteri più profondi e studiati.
Farinetti d’altra parte è stato solo capace di fare sterile retorica, fornendo unicamente statistiche incoerenti con la totalità del discorso, affiancate da scontati cenni ad uno spiccio patriottismo.
In conclusione, sembra che il coraggio che Crepet ha ingiustamente riconosciuto all’autore abbia come giustificazione solo la fama dello stesso, unico motivo per cui l’incompetenza di Farinetti passa in secondo piano. Incompetenza che sarebbe sicuramente attribuita a chiunque non abbia un celebre passato alle spalle a difenderlo dalla ferocia della critica.

Alessandra Cordiano

Liceo Classico Vittorio Alfieri