A sala gremita nel cinema apollo di ferrara si è tenuta la conferenza sulla “rotta della speranza” incentrata sulla localizzazione di metodi alternativi e migliori per la gestione del fenomeno emigratorio. La tragedia di Lampedusa dello scorso 3 ottobre ha nuovamente messo sotto i riflettori un argomento di fronte al quale troppo spesso siamo rimasti indifferenti. La politica xenofoba e di chiusura che l’Italia frequentemente ha adottato negli ultimi decenni non ha portato a risultati concreti, ma solo a una demonizzazione dello straniero visto più come un invasore che una persona da aiutare. I politici risolverebbero veramente il problema se creassero dei canili di immigrazione
controllati, ma, dal momento che conviene maggiormente in campagna elettorale, non parlano nemmeno della possibilità di realizzarli. Questo insieme di fattori mischiato ad una negligenza diffusa fa sfigurare l’Italia difronte all’Europa e alle nazioni che, pur non avendo mezzi a nostra disposizione, hanno fatto più e meglio. Il professore Ahmet Içduygu dell’università di Koç di Istambul ha evidenziato la necessità di una maggiore informazione e sensibilizzazione sul tema, il mancato intervento dell’Unione Europea e le condizioni disumane a cui sono costretti gli emigranti. Di fronte a campi profughi sempre più grandi, maltrattamenti delle autorità e leggi sbagliate è però rinata la voglia di far cambiare le cose e di accogliere al meglio chi cerca speranza fuggendo da guerre e dittature.

Di Caterina Massarenti e Francesco Dalle Rive dei licei Ariosto (Ferrara) e Alfieri (Torino)