Alla fine dei tre incontri con Marco Tomatis abbiamo raccolto le nostre impressioni che trasmettiamo agli affezionati lettori del blog. La Redazione del Blog ringrazia la Scuola Jaquerio di Buttigliera Alta per la partecipazione, la simpatia e la ricchezza dei materiali inviati! Ecco un primo articolo dedicato ai commenti della 3C. Segue l’articolo con i commenti delle 2D che potete leggere sotto o cliccando qui.

“Non mi era mai successo, prima di febbraio, di poter incontrare uno scrittore di cui avevo letto anche alcuni libri. E in più avere la possibilità di fargli leggere i miei lavori, sui quali mi ha fatto anche i complimenti!
Quando la professoressa ci ha informato che sarebbe venuto uno scrittore non più tanto giovane nella nostra scuola, avevo già programmato le mie due orette di pennichella. Ma, quando sono entrata nella 2^D, l’aula dove si sarebbe svolta l’attività, ho visto un uomo di media statura con dei lunghi capelli grigi e l’aria sbarazzina, lo scrittore Marco Tomatis. All’inizio mi faceva sorridere il modo in cui parlava, il suo alto tono di voce, e la cosa più curiosa era che aveva sempre il sorriso sulle guance, ma poi, dopo mezz’ora, mi sono lasciata prendere dai suoi discorsi. Discorsi che diventavano via via sempre più interessanti su come diventare scrittore. Al di là dell’aspetto tecnico credo che la cosa più affascinante sia la capacità di avere l’ispirazione: un po’ come quando devo scrivere un testo e non so come cominciare… Più sto a pensare meno idee mi vengono. Poi come per magia i tasti o la penna cominciano a correre e non mi fermo più.
Trovo che sia una cosa bellissima pensare che una persona riesca a trovare l’ispirazione anche nelle cose più piccole e che riesca a introdurre nel libro fatti personali. Devo dire che Marco Tomatis ci sa fare con i ragazzi, probabilmente perché è stato un insegnante” (Chiara)

“A me questi tre incontri sono piaciuti moltissimo perché sono stati interessanti e divertenti. Interessanti perché Tomatis ci ha insegnato molti segreti degli scrittori e divertenti perché con i ragazzi ci sa fare, infatti in mezzo alle spiegazioni ha messo sempre qualche battuta oppure, se un argomento poteva essere noioso, ha saputo presentarlo in modo simpatico e leggero. Insomma sono molto contenta di aver conosciuto questa persona e di aver fatto questa esperienza.” (Francesca C.)

“Mi ha stupito molto il fatto che Tomatis non sia una di quelle persone che vivono nel loro mondo. L’ho trovato molto simpatico e ha saputo come prenderci per non farci annoiare. Sono rimasto anche colpito dall’incontro con Marlen Pizzo: sapevo che la punteggiatura è importante per dare la giusta intonazione a un testo, ma non fino a questo punto. Questa esperienza mi ha fatto capire che anche noi, mentre leggiamo, mentalmente diamo una certa espressività alla lettura. La cosa difficile è esternarla. Questa esperienza la consiglio ai miei coetanei perché è educativa.” (Daniele)

“Cosa penso degli incontri con Tomatis?  Non posso dire “belli” perché è un termine che non va bene e non rende l’idea. Dico divertenti, anzi divertentissimi! Io, quando ho saputo che sarebbe venuto uno scrittore, non ero molto interessata perché pensavo fosse una persona seria che ci avrebbe spiegato che leggere è importante e cose di questo genere. Non sapevo che immaginare incontri sicuramente barbosi. Ma mi sbagliavo, come sempre. Tomatis mi ha colpito subito per la sua normalità e durante il primo incontro non mi importava molto fargli domande, ma volevo solo ascoltare la sua vita di scrittore che, secondo me, non è niente male. Un momento che mi è piaciuto è stato quando ha letto i nostri testi, anche il mio. A me sembrava banale, invece a lui è piaciuto e questa è una cosa positiva. Il terzo incontro è stato il più affascinante. Quando Marlen Pizzo ha letto alcuni brani mi sono emozionata tanto perché mi sembrava di avere davanti agli occhi la situazione che leggeva. Sentire una vera attrice leggere era quasi come stare davanti a uno schermo della tv, con la differenza che la nostra Marlen non aveva nè spine nè pulsanti ed elettrizzava perché, pur essendo una sola persona, riusciva a dare vita a più personaggi. È stato davvero bello sentire dalla sua voce anche le letture dei nostri testi. Secondo me l’esperienza con Tomatis e la Pizzo è un momento che tutti dovrebbero vivere.” (Alissa)

“Non mi aspettavo che uno scrittore potesse essere così simpatico o che avesse mai assistito ad un  campionato mondiale dei mangiatori di mozzarelle. In pratica Tomatis è stato una vera sorpresa per me, perché fuori da ogni logica e da ogni schema. È stato molto interessante da ascoltare in tutti gli incontri.” (Christian)

“Quando leggiamo un libro per ragazzi notiamo che i protagonisti,  nostri coetanei,  hanno i nostri stessi problemi e i nostri interessi, quindi immaginiamo che sia stato un giovane autore a scrivere la storia; invece, dopo aver conosciuto Tomatis, scopriamo che ci sono adulti capaci di pensare, parlare e sognare come noi. L’esperienza che abbiamo appena concluso non è da tutti. Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto la possibilità di partecipare a questo progetto!”(Andrea)

“Niente giacca, niente cravatta e niente telefonino perennemente attaccato all’orecchio, ma nemmeno una persona persa nel suo mondo, capace solo di fare discorsi incomprensibili. Solamente un computer, una montagna di fogli di carta, tanta capacità di comunicare e una buona dose di semplicità. Con Tomatis ho cambiato idea sugli scrittori.” (Ivan)

“Gli incontri con Tomatis non solo sono stati molto utili ed interessanti ma anche mi hanno fatto conoscere nuove cose. Ad esempio, non pensavo che, per scrivere un libro, ci volesse un lavoro  lungo e approfondito di ricerca e non immaginavo che, per pubblicarlo, bastassero anche solo pochi mesi. Sinceramente credevo che occorresse più tempo.” (Linda)

“È stato interessante e costruttivo incontrare Tomatis perché ho scoperto i retroscena di un libro, ovvero tutto quello che succede prima della sua pubblicazione. Potrebbe sembrare una cosa di  poco conto, ma in realtà non lo è, perché c’è molto lavoro. Ho riflettuto su una frase dello scrittore “Le idee sono intorno a noi, basta solo prenderle”. È facile per lui, che è uno scrittore,  una cosa del genere; io, per quanto mi sforzi, non riesco sempre a “vedere” le idee quando faccio i temi. Mi è piaciuto molto l’incontro con la Pizzo perché, grazie alle sue letture, ho scoperto dei libri di Tomatis veramente belli”.  (Francesca R.)

“Tomatis ha trasformato dei noiosi incontri in appassionanti incontri informali che ci hanno insegnato molto. Ho trovato interessante soprattutto l’ultimo incontro per la presenza dell’attrice che, con la sua lettura, ha saputo rendere i testi tanto avvincenti che a me sembrava di trovarmi nella storia. Ho ancora preferito l’ultimo incontro perché ci ha coinvolto più da vicino, dato che sono stati letti anche dei testi scritti da noi.” (Giuseppe)

“A me è piaciuto sia il secondo incontro, in cui Tomatis ci ha parlato della documentazione e ci ha fatto vedere decine e decine di foto di trincee e di buche scavate dalle bombe, sia il terzo con Marlen Pizzo che ha letto alcuni nostri testi. L’attrice interpretava talmente bene ciò che leggeva che sembrava di vivere quei momenti e non di ascoltare semplicemente dei racconti.” (Pietro)

“È la prima volta che ho sentito parlare uno scrittore e, se fossero tutti come lui, non mi dispiacerebbe ascoltarli tutti.” (Debora)

“Il momento più emozionante è stato quando Tomatis ha letto il mio testo e, con poche correzioni, mi ha fatto capire come avrei potuto renderlo più attraente.” (Benedetta)

“Quante persone ci sono dietro un libro! Scrittore, editor, illustratore, curatore della collana… Io ingenuamente pensavo che bastasse scrivere una storia, portare la bozza presso una casa editrice dove avrebbero pensato a correggere qualche svista, scappata all’autore, e a scegliere la copertina adatta. Invece….” (Claudio)

“Sono stato tra quelli che, durante la lettura della Pizzo, hanno chiuso gli occhi e sono sentiti trasportare in una stanza d’ospedale con Even e Rocco. L’applauso finale mi ha riportato alla realtà.” (Emanuel)
“Quando l’ho raccontato a casa hanno stentato a credere che Marco Tomatis aveva scelto di leggere davanti a tutti la situazione che io avevo sviluppato. In effetti mi ero proprio impegnato perché volevo fare bella figura davanti ad uno scrittore vero.” (Alejandro)

“Non credo che da grande farò lo scrittore, ma sono sicuro che seguirò i consigli di Tomatis quando dovrò svolgere un tema.” (Mario)

“I tre appuntamenti mi sono piaciuti tutti, non solo perché ho imparato da un autore di libri più cose sul suo lavoro, ma soprattutto perché mi sono sentita anch’io coinvolta come scrittrice. Questo è successo quando, dopo il primo incontro, ho svolto una delle situazioni che Tomatis ci aveva proposto e, in un secondo momento, quando ho lavorato ad una situazione che, insieme a quella degli altri, ha poi fatto parte del nostro regalo allo scrittore.  Che divertimento quando ci siamo scervellati ad anagrammare il nome e cognome del nostro autore! Quando ha saputo che nell’opuscolo c’erano gli anagrammi che lo riguardavano, Marco li ha fatti leggere subito a Marlen e tutti e due hanno riso fino alle lacrime.”  (Federica)

“Non avevo mai conosciuto uno scrittore, ma quest’anno ne ho avuto l’opportunità. Prima di quest’occasione me lo immaginavo come una persona seria, diplomatica e anche un po’ noiosa. Inizialmente ero un po’ nervosetta, continuavo a pensare a come potesse esprimersi un autore, a come avrei dovuto rispondere se avesse fatto delle domande, ma poi ecco che inizia presentandosi e chiedendoci di rompere il ghiaccio ponendogli qualche domanda. Le prime mani ad alzarsi sono un po’ insicure, le mie stanno appoggiate sulle gambe, tremolanti a dir la verità, dopo poco mi  calmo rendendomi conto che ho davanti una persona simpatica, alla mano, interessante e soprattutto una persona che riesce a mantenere viva la mia attenzione, insomma, tutt’altro rispetto a quello che mi sarei potuta immaginare. Finito l’incontro – il primo – mi ritrovo con un sacco di nuove conoscenze. Nel secondo incontro ero un po’ sotto pressione per via della telecamera: un regista ha filmato quasi tutto l’incontro e speravo non mi si vedesse mai. Ecco che si avvicina la professoressa chiedendomi di sottopormi alla fine ad una piccola intervista. Sotto il tiro della telecamera ero un pochino agitata, no, non è vero, ero agitatissima. Tutto sommato sono riuscita a spiccicare qualche parola ed è stata anche una bella esperienza. Finito anche questo incontro, ero sempre più felice, questo progetto mi piaceva parecchio. Il terzo incontro è stato molto divertente. Marlen è stata veramente brava nel catturare la nostra attenzione. Avevo letto parecchi libri da cui ha letto alcune pagine e quasi non le riconoscevo, davano tutta un’altra impressione lette in quel modo tutto nuovo e particolarissimo. L’attrice ha saputo interpretare benissimo anche i nostri testi letti a prima vista. Io non ne sarei stata capace. Quest’ultimo incontro è stato il più divertente e il più emozionante e noi eravamo più sciolti in quanto conoscevamo Tomatis già da un po’. Di questi incontri mi restano solo impressioni positive: l’autore ci ha saputo coinvolgere e soprattutto mi ha stupito come nei libri riesca a mettersi perfettamente nei panni di ragazzi della mia età. Trovo che sia un’abilità che pochi hanno infatti, come ci ha detto lui, “chi sa scrivere libri per adulti spesso non riesce a scriverne per ragazzi”. Per tutto quello che mi ha regalato – non solo con i suoi libri, ma anche con la sua presenza – voglio ringraziare Marco Tomatis.” (Alessandra)