Ancora dalla Scuola Jaquerio di Buttigliera Alta ecco anche i commenti della 2^D, anch’essa coinvolta nell’adozione di Marco Tomatis. Potete leggere i commenti anche della 3 C sopra o cliccando qui

“Quest’ anno noi delle classi 2^D e 3^C abbiamo avuto l’onore di avere un autore tutto per noi, aderendo al progetto “ Adotta uno scrittore” che si inserisce in uno più ampio: Il salone internazionale del libro di Torino, posto appunto in un contesto internazionale.” (Michela)

“Abbiamo aderito al progetto perché ci sembrava un’opportunità irripetibile e pensavamo che sarebbe servito molto ad aumentare in noi la voglia di leggere e di scrivere.” (Riccardo L.)

“Da noi è venuto uno scrittore piemontese: Marco Tomatis. Un uomo molto divertente e pieno di idee che ci ha aperto gli occhi al mondo della scrittura e della lettura… Abbiamo anche imparato qualche tecnica per evitare che i temi siano noiosi e barbosi.” (Andrea)

“La prima volta in cui è venuto a scuola eravamo molto curiosi e gli abbiamo posto moltissime domande anche personali e lui ci ha risposto in modo facile, coinvolgente e con molta pazienza.” (Livia)
“Con lo scrittore abbiamo avuto tre incontri di due ore ciascuno che si sono rivelate troppo poche rispetto a tutto ciò che Marco Tomatis avrebbe voluto dirci.” (Matteo)

“Abbiamo potuto conoscere uno scrittore in carne ed ossa e per la maggioranza di noi è stata la prima volta.” (Alex)

“Gli incontri con lo scrittore Marco Tomatis sono stati un’opportunità per familiarizzare con il mondo della lettura e della scrittura, stare attenti e con la mente libera ci ha aiutato ad entrare a far parte della lezione.” (Riccardo S.)

“Le classi hanno seguito il percorso di costruzione di un libro in tutte le fasi: dalla ricerca delle idee alla scelta della copertina.” (Luca)

“In particolare ci ha colpito la necessità della precisione nello scrivere perché anche un minimo errore può “costare” tantissimo.” (Arianna)

“Marco Tomatis ci ha spiegato che l’ispirazione per inventare i testi è intorno a noi, sempre, basta saperla cogliere. La correzione dei nostri testi da parte di uno scrittore dà una sensazione bellissima e ci fa sentire importanti.” (Erica)

“Tomatis ha letto dei testi presi a caso tra quelli scritti da noi alunni e li ha confrontati con quelli di scrittori famosi, così ci ha fatto notare la differenza: non è importante la lunghezza del testo, ma quello che si riesce a comunicare.” (Gabriel)
“Noi tutti ci siamo resi conto di come, anche con poche parole si riesca ad esprimere una
situazione in modo eccezionalmente efficace. In seguito Tomatis ci ha mostrato i suoi testi corretti dall’editor. E’ impressionante come ogni minimo particolare sia messo a punto da quel personaggio tanto importante nella costruzione di un libro.”  (Francesca R.)

“L’autore non correggeva la grammatica, ma ci dava consigli su come “uscire” dalle situazioni che avevamo scelto di affrontare nel nostro compito di scrittura creativa. (Stefano)

“Ci ha fatto vedere il bello della lettura e della scrittura. Tomatis ci ha mostrato alcune foto di luoghi di guerra usando la LIM con lo scopo di farci capire che per scrivere un libro a sfondo storico bisogna informarsi non soltanto leggendo, ma anche viaggiando.”   (Alessio)

“Io mi sono chiesto se prenderà spunto dalle nostre situazioni o dai nostri testi per qualche libro… sarò costretto a leggere per controllare!” (Fabio)

“Al terzo incontro Tomatis ha invitato un’attrice, Marlen Pizzo, che ha letto brani sia dello scrittore, sia di noi alunni. Ho scoperto che mi piacerebbe moltissimo leggere come lei perché riesce a coinvolgere gli ascoltatori in modo straordinario.” (Marica)

“Sono rimasta davvero colpita da Marlen perché era talmente brava che, mentre leggeva,
sembrava entrasse a far parte del libro. Marlen ci ha svelato i segreti per imparare a leggere bene: immaginare ed immedesimarsi… oltre, magari, a frequentare un corso di recitazione.” (Francesca S.)

“Giovedì 26 Aprile abbiamo imparato una cosa soltanto, ma fondamentale: la lettura cambia un libro. Grazie a Marlen! La classe è rimasta sbalordita dal suo talento. Riusciva a dar vita ai libri. Se chiudevamo gli occhi sembrava che stesse vivendo ciò che leggeva. Ci ha spiegato che i segni di punteggiatura sono fondamentali e che devono essere messi bene nel testo per facilitare la lettura a prima vista.” (Tutti)

“Alla fine abbiamo voluto donare al “nostro” scrittore un plico di scritti che contenevano situazioni inventate da noi in segno di riconoscenza… Questo può far capire quanto sia stato utile per noi il progetto: abbiamo scritto per il gusto di scrivere.”
(Marco)
“Il lavoro con Marco è durato poco, ma ha lasciato un ricordo indelebile. E’ stato molto utile confrontarci con dei professionisti ed è un peccato che poche persone possano usufruire di questa possibilità.” (Stefania)