È stato un dialogo avvincente e ricco di spunti di riflessione quello tra lo scrittore Tim Parks e Roberto Calasso, fondatore e direttore  della casa editrice Adelphi, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Calasso, Il libro di tutti i libri.

In un “viaggio attraverso la Bibbia intera” l’autore presenta le storie bibliche in quanto tali, senza schieramenti o prese di posizione, e con un tono del tutto neutrale. L’intento è quello di portare a galla tutti quei temi che si leggono solo nella Bibbia, ridando valore anche a quegli episodi spesso taciuti, ma che costituiscono i collegamenti tra i testi più celebri. È proprio con uno di questi episodi che si apre il testo, di quelli che si trovano al centro e che spesso passano inosservati, ma che celano messaggi profondi.

È la storia del giovane Saul che, mandato dal padre in cerca di alcune asine smarrite, finirà per essere eletto primo re del popolo ebraico. L’elezione dunque rappresenta uno dei punti cardine dei racconti biblici, un dono sì, ma allo stesso tempo una condanna che la natura umana stenta ad accettare. Nascondersi diventa la soluzione per fuggire a questa punizione, che è in grado di unire però necessità e caso e che riguarda tutti gli alti personaggi biblici, da Saul a Davide passando per Abramo. Calasso spiega però che l’elezione in realtà non è altro che il primo passo per la Grazia, che stravolge e complica tutte le cose, ma che è il punto di arrivo secondo la concezione fideistica del mondo.

Parks inoltre parla dei miti e delle leggende che spesso si creano attorno alle figure bibliche. Secondo Calasso una delle parole chiave legate alla Bibbia è omissione, in quanto questa afferma, non spiega. I miti risultano pertanto necessari all’uomo per tentare di spiegare ciò che sta in mezzo, per cercare di capire il perché di certe azioni o decisioni, anche dove il perché non andrebbe cercato.

A conclusione dell’incontro Roberto Calasso ricostruisce il fil rouge che lega i suoi 10 romanzi, riprendendo una lettera di Kafka presente nel primo e nell’ultimo libro. In questa lettera Kafka tratta il caso di Abramo, immaginando un’aula scolastica in cui sta avvenendo una premiazione, in cui il vincitore si rende conto di essere il primo, ma di essere anche l’ultimo.

Desiree Bindini, Liceo Ariosto, Ferrara