Quale potrebbe essere il futuro per un paese senza pace, com’è la Siria attuale? Questo è il quesito a cui Shane Bauer, giornalista presso “Mother Jones”, Debbie Bookchin, giornalista e scrittrice, e Anthony Samrani, giornalista presso L’Orient-Le Jour, hanno cercato di fornire una risposta durante l’incontro mediato dalla giornalista di Internazionale Francesca Gnetti tenutosi al Teatro Comunale. La risposta alla domanda suggerita dai giornalisti è una: il sostegno al progetto curdo da parte delle forze internazionali contro il Regime di Bashar Hafiz al-Assad, entrato in carica come governatore della Siria nel 2011 grazie a un colpo di Stato appoggiato da Russia e Iran. Sebbene Assad sia riuscito a reprimere la rivolta dei ribelli, le guerre non sono ancora terminate a causa delle molteplici differenze date dalle varie etnie presenti nella regione siriana. I Curdi non hanno ancora un rappresentante all’interno del regime politico, per cui sono privati di un portavoce che difenda i loro interessi: creare una società democratica, femminista e ecologica ed ottenere l’autonomia del territorio Rojava. Le principali forze ostacolanti la realizzazione di questo progetto politico multi-culturale e multi-etnico sono la Turchia, il Regime di Assad e l’ISIS ( Islamic State of Iraq and al-Shām); inoltre sotto gli occhi delle potenze straniere, il popolo curdo gode di una cattiva fama (“fenomeni da baraccone”e “terroristi”) e ciò induce gli occidentali a non supportarlo con i mezzi militari ed economici necessari. I giornalisti hanno quindi sottolineato quanto sia necessario non trascurare quello che avrebbe tutte le potenzialità di diventare uno dei più importanti modelli di democrazia odierni.

Margherita Baldazzi (Supertutor)

Matteo Grasso

Yassir Zantou