Pordenone, 17 Settembre 2017

Più che adattarsi alla storia, il titolo del divertente e angosciante romanzo di Domenico Starnone, Scherzetto, edito da Einaudi, è perfetto per descriverne la presentazione, a cui ha contribuito la smaccata e vivace partecipazione di Chiara Valerio.

La contrapposizione tra intervistatrice e autore richiama uno dei temi fondamentali del libro, ovvero il contrasto tra generazioni, tra nonno e nipote, tra vecchiaia e giovinezza. Da un lato un bambino indifeso, << un folletto chiuso nel bozzolo del linguaggio colto con cui l’hanno tormentato fin da piccolo>>; dall’altro un artista alla fine della sua carriera che, vedendo il mondo con gli occhi del nipote, scopre di aver sempre sbagliato e di non essersi mai realizzato completamente. Lui ha scelto la via dei colori scuri, ma ciò che inconsapevolmente ha trascurato è l’importanza del giallo, cioè di quella forza violenta, aggressiva e ricca che gli avrebbe concesso una visione del mondo più realistica e positiva. Così Starnone ci trasmette una lezione importante: la vera forza nella vita è saper riconoscere il talento degli altri, più che affermare il proprio.

L’autore si è rivelato anche un valido consulente sentimentale – sessuale, affrontando le questioni dell’infedeltà e del tradimento, della responsabilità e della scostumatezza, o in una parola, della famiglia. Famiglia che deve nascere con la consapevolezza che stringersi la mano implica assumersi una responsabilità, che seppur dolorosa non può venire meno anche di fronte al desiderio. Dunque Starnone lancia un nuovo prototipo di famiglia, che non è più quello patriarcale cementificato dalla menzogna, ma a cui non si è ancora riusciti a trovare un nome adatto a definirne le trasformazioni.

 

Marinella Visentini e Chiara Franzin,

Liceo Scientifico Grigoletti di Pordenone