Com’è parlare di letteratura in una classe? Per me, che in una vita parallela a quella in cui mi capita di scrivere, capita anche di insegnare, è sempre qualcosa che assomiglia all’enigma. Un enigma fatto da una testa che deve entrare in un regime di scambio con altre teste. Ma che cos’è una testa esattamente? Per fortuna, ancora oggi, non c’è nessuno che lo sa esattamente. È sempre molto difficile sapere cosa accade in una testa. È come se si entrasse in una periferia più o meno vasta per trovarsi in mezzo a una serie di grandi magazzini in costruzione. C’è uno che in qualche modo il suo grande magazzino se lo è già fatto, e va a collaborare alla costruzione di questi grandi magazzini nuovi, cioè diventa una specie di consulente di immagazzinamento. Cosa devi mettere nel tuo magazzino? Io ci metterei un po’ di questo e un po’ di quello. E tu? Cosa ci metteresti? Ma la testa è un magazzino? Un po’ si è un po’ no. Quindi forse invece di un consulente di immagazzinamento è meglio essere un consulente stradale. Dove andiamo quest’anno? Io vorrei andare là. Come ci vai? Passi da A o passi da B? Non lo so. Secondo me è meglio passare da C. Tieni queste mappe e dà un’occhiata. Non è meglio se invece di andare di là, vai da quell’altra parte? Mah?!? Quindi in questo caso sei un vecchio viaggiatore che si è stufato di andare in giro e che adesso fa il consulente turistico. Ma c’è caso che la testa, oltre a non essere soltanto un magazzino, non sia neanche soltanto uno stradario vivente.

Magari, oltre ai grandi magazzini e agli stradari, si tratta di trovare un po’ di arte sciamanica, stare a evocare le anime dei morti per provare a mischiarle con le anime dei vivi, vedere chi riusciamo a evocare e che cosa può dirci di bello, cioè recuperare notizie di un qualche aldilà e vedere se riescono a fare dei buchi nel nostro aldiquà.

Però, quello che vorrei dire è che, pur essendo stato bocciato a scuola e pur avendo iniziato a insegnare per puro caso, non avevo il minimo desiderio di rientrare a scuola, ogni volta che i miei piedi superano la soglia scolastica e io entro dentro, dopo il tempo mi vola.

Ugo Cornia

Ugo Cornia è stato adottato dall’Istituto Gobetti Marchesini Casale di Torono