Il Salone quest’anno, come sempre d’altronde, ha dedicato una cospicua parte di incontri a fumettisti e autori di originali strisce. Tra questi Richard McGuire, illustratore e autore di cortometraggi americano, ha oggi tenuto una conferenza sull’ ultima rivisitazione del suo capolavoro “Here”, composizione di tavole ritraenti scene appartenenti a epoche e contesti differenti. Pubblicato per la prima volta nel 1989, lo scrittore ne ha recentemente modernizzato e rivisitato alcune parti facendolo poi pubblicare nel dicembre 2014 dalla Pantheon Books.

L’intero congresso si è svolto come una sorta di discorso domanda e risposta tra McGuire e Walter Siti, critico lettererario e autore di libri, che ha posto alcuni quesiti sugli aspetti che appaiono di difficile comprensione ai lettori ma che vanno necessariamente capiti per coglierne il vero significato. “Le uniche cose che crescono nel mio fumetto sono gli alberi e i bambini, le cose più vicine alla natura”. Pur essendo infatti presenti  scene di epoche differenti all’interno di tutte le strisce, è quasi totalmente assente la continuità storica: le vignette appaiono a sè stanti, quasi fluttuassero in un tempo in cui la storia non ha una direzione; nonostante sia un po’ difficile seguire il filo dell’intera storia, scoprire nuove metodologie di narrazione come quella qui usata è però imprescindibilmente affascinante.

Ci si potrebbe chiedere allora perchè tutte le vicende accadano all’interno di una sola stanza e come mai non vi sia nemmeno un cambiamento della prospettiva, elemento di norma valorizzato in scritti di tal genere. Anche a questa domanda l’autore ha risposto in modo esaustivo, sostenendo che “la casa è il rifugio degli affetti, l’unico posto dove c’è amore e dolcezza”: in questo modo la fragilità della vita viene rappresentata non in modo tragico ma con grande delicatezza.

La conferenza è dunque proseguita con alcuni interventi e domande da parte di Tiziana Lo Porto, che ha invece voluto specificare alcuni elementi più specifici riguardanti le tecniche attraverso cui lo scrittore è in grado di riordinare e organizzare tutte le sue idee, ricevendo delucidazioni preziose per chiunque volesse intraprendere la carriera del fumettista.

Infine, l’ultimo punto che andava compreso fino in fondo era il motivo per cui McGuire ha deciso di usare una sola immagine riguardante il futuro a confronto delle numerose che ritraevano il passato; “non ho scritto un libro di storia ma un libro che raccontasse i piccoli momenti della vita, rendendo le cose piccole grandi e quelle grandi piccole” si è giustificato: uno scorcio su quello che sarà il mondo positivo e ma non ovviamente esaustivo, non essendo infatti possibile neanche a tali menti di predire ciò che sarà.

 

Francesca Sorice e Margherita Toso
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