Michelangelo, Raffaello, Bramante, Bernini: sono solo alcuni degli uomini che hanno reso possibile la realizzazione della basilica più famosa del mondo: San Pietro. Ed è Alberto Angela a spiegarlo ad un pubblico entusiasta attraverso il viaggio nel passato che l’ha fatto appassionare in prima persona all’argomento.

Tutto inizia duemila anni fa, quando la basilica non era altro che un circuito per la corsa dei carri, voluto dall’imperatore Nerone. Nel corso di un’arida notte d’estate, una scintilla si propaga dal Circo Massimo, trasformandosi presto in un incendio che brucerà la città di legno per giorni, causando la morte di migliaia di persone. In seguito a questa disgrazia l’imperatore fa il possibile per cercare di salvare il maggior numero possibile di romani, conducendoli nell’ippodromo. Una volta superata l’emergenza, si dà inizio alla spasmodica ricerca di un capro espiatorio: chi è stato, se non i cristiani? La caccia culmina con l’arresto e la crocifissione capovolta, come ci mostrano Masaccio, Michelangelo e Caravaggio nelle loro opere, del capo della comunità: Pietro. Dopo la sua morte l’Apostolo viene sepolto dai fedeli pochi metri al di fuori del circo. Da allora ogni anno migliaia di pellegrini giungono sul posto per visitare la tomba e per questo motivo la basilica verrà costruita su quel terreno. Tutto questi fatti vennero alla luce solamente nel 1939 quando, in seguito alla sepoltura di Papa Pio XI, Papa Pio XII diede inizio ad alcuni scavi che permisero la scoperta della necropoli sotterranea. Ma la necropoli è solo il più nascosto dei tre strati su cui sorge la basilica, preceduto dalle Grotte Vaticane e dal pavimento della basilica da noi oggi visitabile.

San Pietro rappresenta il luogo che per duemila anni ha ospitato i distillati più belli e significativi dell’arte. Raccontare San Pietro, dunque, significa raccontare duemila anni di storia occidentale attraverso l’arte, ed è questa la ragione che ha spinto Angela a scrivere un libro sull’argomento. Questa storia può sembrare scontata, ma è proprio ciò che la rende così enigmatica.

Margherita Mautino e Vittoria Hary

Liceo classico Vittorio Alfieri, di Torino