La classe  seconda A del Liceo Classico Vittorio Alfieri, accompagnata dalla professoressa Paola Rivolta, si è preparata accuratamente per l’incontro con Tahar Ben Jelloun, previsto proprio al Liceo Alfieri il 15 marzo 2014: primo appuntamento di un nuovo ciclo di incontri in città sotto l’egida del Salone OFF. Con il supporto e l’incoraggiamento degli studenti e degli insegnati della scuola Holden e dalla redazione del BookBlog, dopo la lettura dei libri e in particolare di Fuoco, gli studenti, hanno ragionato sulle domande da fare allo scrittore che riportiamo qui sotto

1- Quanto si sente personalmente coinvolto nella primavera araba essendo emigrato in Francia negli anni ’70? Ha trovato in Francia la patria che in Marocco non vedeva più?

2- Lei ha scritto “Fuoco” guidato dall’urgenza di dar voce a quegli avvenimenti, perché non venissero dimenticati o spinto dalla curiosità intellettuale di indagare, anche sotto il profilo psicologico, personaggi ed eventi, tenendo anche conto del ruolo fondamentale che ha avuto il web?

3- Quanto ritiene differisca la sua storia da quella che voleva raccontare il regista citato nel libro? Perché pensa di non aver superato quel limite che, invece, il regista avrebbe superato?

4- Nel romanzo si trova la frase “i poveri tra loro non si amano”. Secondo lei, perché?
Come si potrebbe cambiare una situazione del genere? Anche dopo la rivoluzione la situazione è la stessa?

5- Parafrasando Brecht: “fortunato quel popolo che non ha bisogno di eroi“. È sempre necessario un gesto estremo?

6- A noi studenti ha molto colpito una delle scene iniziali, quella in cui il protagonista dà fuoco al certificato di laurea, probabilmente per tagliare i ponti con un passato fatto di speranze e cercare di adattarsi al presente così cupo. Questo episodio, che costituisce sicuramente un’anticipazione drammatica del rogo finale , è accaduto realmente? In quella scena lei ha messo anche un po’ di sè e del suo vissuto?

7- I B.R.I.C.S, i nuovi paesi emergenti, cominciano a suscitare interesse? Qual è nei paesi arabi l’idea diffusa e sull’Europa? Per contro come si è comportata secondo lei l’Europa nella primavera araba?

8- Come è stato accolto questo libro in Francia, negli ambienti che lei frequenta?
Il razzismo è un tema ancora presente per molte persone. Come mai questo succede e cosa bisogna fare per opporsi a questa “ignoranza”?
Se c’è più tempo:
– Alcuni giorni orsono, commemorando il grande regista Alain Resnais, lei ha dichiarato che il cinema, e in particolare la filmografia di questo regista, sono stati per lei vero e più alto momento di formazione. Quanto di cinematografico c’è in questo libro? Quando scrive lei pensa per immagini?
-Quali sentimenti ha provato scrivendo Fuoco? Quanto c’è di autobiografico nel protagonista ?