Chivasso, classe 2b sezione classica, “Adotta uno scrittore”: Giordano MEACCI

“Classe seconda B, il nostro amore è cominciato qui… Lisa dagli occhi blu, senza le trecce la stessa non sei più”… ignoto testo poetico dallo scorso millennio, amori giovanili,  nostalgia, un leit motiv che affiora prepotente quando lo sguardo distratto cade su quella richiesta di adozione rivolta da un gruppo di giovani di un liceo chivassese, la 2B della sezione classica che, risvegliata dall’ennesimo whatsapp dell’insegnante di lettere sul gruppo, scopre che ci sarebbe la remota opportunità di essere scelti per il progetto “Adotta uno scrittore 2017”. E puntualmente la cosa accade, e ci toccherà sorbirci un barbuto intellettuale che fa parlare i cinghiali assassini di una non meglio identificata signorina Liberty Valence! Invece, sorpresa, felicissimo errore quando sbarca dalla stazione accompagnato dal regista che ci filmerà le scarpe –genio dell’immagine, neanche Ermanno ci aveva pensato!- e ci conquisterà con la sua simpatia, la sua aperta cordialità, le sue doti affabulatorie destinate a travolgerci nelle interminabili digressioni, dove Woody Allen e Nanni Moretti, Leone Tolstoj e Jane Austen dialogano con Ginevra, Anna e Matteo, per conoscere la vita futura di Claudia e Davide, che s’inventeranno gloriose carriere e vite personali felici con i loro amori adolescenziali tramutati in solide coppie. E poi Roma, la Sardegna, i treni e gli aerei, le sceneggiature di un film, Patty Smith e il caffé di Renato, incuriosito ma nobilmente cortese con quella ‘strana coppia’ di volta in volta formata da lui, l’adottato adottante, e i colleghi di altre discipline della prof, la cui ora viene serenamente fagogitata dal Meacci che parla, descrive, suggerisce, immagina, suppone, accoglie, stupisce… dando del ‘tu’ anche al Dirigente scolastico con quel felice ribaltamento di ruoli che gli è proprio.

Ci ha conquistati, insomma, specie con l’umiltà di non parlare del suo libro, ma dei libri, non dei tipi o dei personaggi, ma delle creature umane e degli incontri, di Viola, la precoce nipotina che ha diritto di chiedere che resti con lei anziché saltare sull’ennesimo treno con un minaccioso “Aiutami a restare!” all’indirizzo degli adulti attoniti e solo in apparenza più abili di lei nell’ usare le parole.

Vogliamo che questa adozione continui, che questo Peter Pan che non pulisce il monitor del computer finché non ha terminato l’opera –atto scaramantico, dicono i bene informati- resti nel nostro orizzonte d’inchiostro e di vita, perché un’esperienza abbiamo in comune, ormai: che i libri sono più belli se si conosce l’autore, e pazienza se l’Odissea è affascinante anche senza Omero, lui è per noi, come dice Maria Sole, sostenuta da Carola, il nostro scrittore, e il legame di adozione reciproca non si può ripetere con altri.

Un grazie davvero speciale agli organizzatori, al Salone del Libro, torinese e bôgia nèn come i torinesi doc, ad Augusta Giovannoli, e a lui, Giordano Meacci, per sempre compagno di strada di Chiara C., Irene, Davide, Fausto, Chiara M., Lucia, Jacopo, Benedetta, Alessandra, Ginevra, Gaia, Ingrid, Ilenia, Maria Sole, Carola, Claudia, Ermanno, Laura e della prof, Simonetta Sabello.