Francesca Massarenti, giovane dottoranda a Ca’ Foscari, collaboratrice di diverse riviste online tra cui Il Tascabile di Treccani e coautrice della newsletter femminista Ghinea, si presenta così: sorridente, appassionata, pronta a condividere con noi il suo bagaglio di esperienze.

Secondo Francesca e le colleghe di Ghinea, bisogna dare voce ad un femminismo che troppo spesso resta nell’ombra, un femminismo che non vuole essere un obiettivo, ma una prospettiva per vedere le cose e pensarsi nel mondo, una prassi politica e culturale. Sulla scia della scrittrice inglese Virginia Woolf, guida e fonte d’ispirazione, le ideatrici della newsletter pensano ad ogni numero come ad una proposta intellettuale, un tassello del complesso dibattito culturale riguardo al pensiero femminista.

Ghinea offre un punto di vista anticonvenzionale, una riflessione mai banale che dà spazio al femminismo dei gesti comuni e delle persone comuni, distaccandosi dalla prospettiva individualista consuetamente adottata quando si parla di questo tema. Eroicizzare donne che, nella storia, si sono distinte in un sistema prettamente misogino può essere di ispirazione, ma è necessario andare oltre, è necessario adottare una prospettiva obliqua e trasversale, che comprenda le esperienze quotidiane di lotta.
Francesca sottolinea quanto la frattura, intesa come distacco analitico, consapevole e completo dal passato, sia imprescindibile in ogni ambito e circostanza per spianare la strada  al futuro. Accettare i cambiamenti richiede tempo e riflessione ed ora più che mai è necessario: solo accogliendo il dolore e la paura nella situazione di pandemia si può pensare di creare qualcosa di nuovo, fortificante e fortificato dalle esperienze passate.

Rompere con la narrazione consueta, di stampo patriarcale ed eteronormativo, è possibile: bisogna dare voce a chi, nella storia comunemente raccontata, non l’ha avuta. Il cambiamento linguistico gioca un ruolo fondamentale nel processo di rinnovamento del pensiero: indirizzare consapevolmente l’italiano, tradizionalmente discriminatorio nei confronti del genere femminile, verso una neutralità vera e sentita non è semplice, né tantomeno veloce. Rispettare i tempi e le modalità proprie dell’evoluzione della lingua è l’unica strada per ottenere risultati concreti ed evitare schieramenti dannosi e controproducenti; la letteratura, l’arte e tutta la cultura sono i mezzi per percorrerla!

Margherita Baldazzi, Sara Bonora, Ester Dall’Olio, Maria Guandalini, Iasmina Ioan, Sophia Temgoua Tsafack

Liceo L. Ariosto, Ferrara