La casa delle signore buie, questo è il titolo intrigante del nuovo misterioso libro di Roberto Gandus e Pupi Avati, presentato oggi all’interno dello Spazio Autori del Salone del Libro. Entrambi scrittori e produttori di successo, questi due personaggi, accompagnati dal presentatore Steve della Casa, ci hanno condotti alla scoperta di un genere che in Italia non si trova in cima alle classifiche: il gotico. “Cosa ti attrae nel gotico?” “Mi attrae la paura che mi riporta nella mia infanzia.” questa è stata la risposta di Pupi Avati dalla quale già capiamo quale sia lo scopo principale del suo romanzo: terrorizzare il lettore. Infatti, ogni singola parola, persino quelle presenti nel titolo, si prefigge questo scopo.

La storia ci riporta nell’oscura realtà della Sicilia della fine del ‘700, dove la vita di due sorelle si interseca con quella di un ragazzo che, improvvisamente orfano di padre, si trova obbligato a dover gestire l’eredità di famiglia e un matrimonio d’interesse. Oscure pratiche, rituali perversi e inquietanti misteri si legano indissolubilmente in questa “discesa agli inferi”, come viene definita da Gandus, in cui la protagonista saprà trovare nell’orrore la coscienza della forza.

Così, tra un aneddoto spassoso e l’altro, nonostante sembri quasi assurdo parlare con questo tono di un genere che se ne discosta totalmente, i due scrittori spiegano al pubblico quali ostacoli abbiano incontrato nella scrittura a 4 mani. “Per scrivere a quattro mani uno deve fidarsi ciecamente dell’altro”: questa è una delle regole fondamentali secondo Avati, ma bisogna anche essere in sintonia e discutere costruttivamente per scrivere una storia che rispetti la sensibilità di entrambi gli autori. I due raccontano di come si siano trovati in sintonia totale nel corso della scrittura, cosa non comune quando si tratta di scrivere a quattro mani.

Lorenzo Lo Verso, Ines Ammirati

Liceo Ariosto