Nella Sala Azzurra si discute sul tema che riguarda, soprattutto in questo periodo di fine scuola, la maggior parte degli studenti: il tanto temuto Esame di Stato. Invervengono quattro figure rilevanti nell’ambito dell’istruzione, ovvero l’insegnante filosofo Silvano Tagliagamba, la direttrice generale  per gli ordinamenti scolastici Carmela Palumbo, il celebre autore di libri classici letterari Maurizio Bettini e lo storico letterario Giulio Ferroni.

Coordina l’incontro Bettini che passa la parola alla dottoressa Palumbo, che incentra l’attenzione sulla necessità di dare agli esami di stato  una fisionomia unitaria e allo stesso tempo specifica per i differenti indirizzi di studio, modificando le fondi secondarie legate alla legge base del 2007. Sottolinea inoltre l’importanza di inserire l’esperienze personali fatte durante il corso degli anni scolastici, come scambi culturali all’estero  o prove di lavoro, all’interno dell’Esame di Stato. Riguardo alla finalità della prima prova afferma che tutti gli studenti devono acquisire le competenze di cittadinanza, che si manifestano attraverso capacità di sintesi, riassunto e argomentazione. Per ciò che concerne la seconda prova scientifica è importante la libera scelta del maturando nell’affrontare una prima sezione di esercizi diretti e basici oppure una seconda caratterizzata da quesiti più articolati.

Prende poi la parola Tagliagamba, che inizia a discutere riguardo la natura del liceo classico e scientifico. Questo ha un impiato storicistico che spesso viene criticato, ma secondo il filosofo bisogna valorizzarlo in quanto necessario per lo sviluppo delle competenze, intese come la capacità di radicarsi e comprendere il presente, ma nello stesso tempo catapultarsi in un altrove, creando un legame tra passato e presente che permette di comprenderli entrambi e crea un terreno fertile per la nascita dell’immaginazione e della creatività. Riguardo invece gli istituti che si concentrano sull’aspetto pratico delle materie, sottolinea come l’azione sia un processo cognitivo, che precede la visione del concetto nel nostro cervello.

Ferroni si sofferma  sull’importanza dell’argomentazione e sull’impegno che le scuole superiori devono impiegare per sviluppare al massimo questa capacità. Muove poi una critica alle nuove tecnologie che disgregano le capacità argomentative. A ciò Tagliagamba controbatte: molto spesso è il cartaceo che utilizzando molte schematizzazioni e mappe concettuali, causando la medesima reazione.

Bettini infine conclude dicendo che è necessario un cambiamento nell’insegnamento del latino e del greco, che deve affiancare alla traduzione logica e grammaticale del testo una capacità di argomentazione e contestualizzazione.
Da tutte le numerose riflessioni emerse e progetti proposti durante la conferenza  si evince la cura e l’interesse di questi intellettuali che mirano alla completa e soddisfacente formazione personale e culturale di tutti i futuri cittadini italiani.
Giulia Bigliani, Marta Blanchietti
Redazione Alfieri