319.486 i donatori attivi, 402 le partenze degli operatori umanitari, 250 i volontari: Medici Senza Frontiere è una delle più grandi organizzazioni non-profit del mondo. Molti sono gli obbiettivi che si pone: presta opera di soccorso alle vittime delle catastrofi naturali e umane, alle vittime di guerra, di discriminazione, offre cure mediche a chi è in fuga da guerra e povertà, interviene con programmi di vaccinazione di massa nei casi di epidemie e malattie dimenticate. Fornisce inoltre aiuti in 67 paesi del mondo basandosi sui principi di etica medica e imparzialità salvando così milioni di vite.
Collaborano all’interno dell’organizzazione medici, infermieri, volontari e giornalisti, con finalità comuni, tra le quali prioritario è testimoniare e raccontare il loro operato. Proprio a questo proposito abbiamo avuto il piacere di  intervistare il responsabile di comunicazione e advocacy François Dumont.

Qual è il suo compito all’interno di MSF e come mai ha scelto di lavorare per l’organizzazione?

Come responsabile di comunicazione mi occupo di raccogliere le testimonianze dei pazienti, di raccontare l’attività che svolgiamo e le crisi umanitarie per accendere i riflettori sulla situazione all’interno e al di fuori dei confini europei. Come giornalista volevo mettere le mie competenze a disposizione di una causa umanitaria, per dare un senso al mio lavoro.

Qual è l’esperienza più toccante vissuta durante il suo lavoro in questi anni?

Ce ne sono molte. Per esempio  dopo il terremoto ad Haiti nel 2010, migliaia di persone ferite avevano la necessità di essere operate, e pochi erano medici disponibili;  per me è stato molto significativo il momento in cui mi sono reso conto che, pur non potendoli curare, anche il mio lavoro di comunicazione e di diffusione sui media era molto importante per migliorare gli interventi degli aiuti, accrescere fondi, e massimizzare il valore del lavoro di tutti. Oltre a portare assistenza medica, sensibilizzare e mettere in luce problemi di cui non si parla sono infatti priorità dell’organizzazione, fondata nel 1971 proprio da medici e giornalisti.

In che modo da nove anni Medici Senza Frontiere collabora con la rivista l‘Internazionale?

Proprio qui a Ferrara al festival della rivista abbiamo ogni anno il nostro spazio per dialogare con una popolazione anche molto giovane e interessata a temi umanitari, e internazionali che sono affrontati quotidianamente anche sulla rivista l‘Internazionale. Quindi questo è davvero come noi un festival “senza frontiere”, finestra su problemi e tematiche e paesi nei quali lavoriamo, finestra sul mondo e sulla realtà.

Chiara Sanvincenti, Michele Corio

Liceo Alfieri di Torino e Liceo Ariosto di Ferrara