Oggi, domenica 13 maggio, nella sala azzurra del Salone del Libro di Torino, é avvenuta la proclamazione del vincitore del Premio Strega Europeo 2018. A presentare la premiazione Stefano Petrocchi che durante la conferenza ha interpellato i finalisti approfondendo con loro alcuni dei temi riportati nei loro romanzi. Sul palco la cinquina dei finalisti: Fernando Aramburu Patria, Oliver Guez La scomparsa di Josef Mengele, Lisa McInerney Peccati gloriosi, Ava Ólafsdóttir Hotel Silence, Lize Spit Si scioglie, quest’ultima sostituita da una delle direttrici della sua casa editrice.

Gli scrittori candidati, autori che hanno vinto un importante premio nel loro Paese, sono stati letti e votati da una giuria composta da alcuni scrittori italiani, tra cui Alessandro Barbero, Paolo Giordano e Nicola Lagioia.

Dopo alcuni approfondimenti sui romanzi finalisti, é intervenuta sul palco Beatrice Covassi che ha spiegato come tra i romanzi finalisti ci sia un filo conduttore molto importante che si rifá al tema della storia. Fernando Aramburu con il suo Patria ci dice che la storia non é solo quella presente nei libri, in Si scioglie di Lize Spit, é la protagonista a dover fare i conti con il passato, Oliver Guez nel suo romanzo La scomparsa di Josef Mengele ci narra la storia di una delle menti piú malefiche del ‘900.

Beatrice Covassi ha poi proclamato il vincitore: Fernando Aramburu con il suo romanzo intitolato Patria. Nel suo romanzo Aramburu ci parla di due famiglie, di un piccolo paese presso San Sebastián, che vivono un’esistenza intrecciata dall’amicizia e dalla consuetudine. Sará  poi un evento inaspettato a spezzare il legame tra questo gruppo di amici: l’assassinio del capo di una delle due famiglie da parte di un gruppo terrorista indipendentista basco.

A vincere l’ambito premio é stato anche il tradutorre di Patria, Bruno Arpaia che si dimostra molto contento per il fatto che il premio sia stato esteso anche alle traduzioni dei romanzi.

Roberta De Gioanni e Greta Mariotti