È possibile rinnegare una memoria? Costruire un’identità strappata alle radici? Queste le domande attorno alle quali si costruiscono gli ultimi romanzi di Michela Marzano e Nadia Terranova. Due donne con un passato difficile che rinnegano la famiglia per fuggire al dolore, ma che sono costrette a tornare alle origini per fare i conti con la loro vera identità. Così sono Alessandra e Ida, le protagoniste rispettivamente di “Idda” e “Addio fantasmi”, legate dalla ricerca di una stabilità impossibile da trovare senza la riconciliazione con il proprio passato. Ma dimenticare i ricordi d’infanzia come se non fossero mai accaduti, nel tentativo di creare una nuova vita autonoma e lontana dal trauma, può davvero essere la soluzione? Ricercare la serenità il più lontano possibile da “casa”, in altre persone che diventano le basi della nuova identità sembra essere il modo più semplice per ricominciare, prima che diventi evidente che per ripartire è necessario passare attraverso il dolore e imparare a dire addio. Questi temi saranno il fulcro dell’incontro di venerdì 21 febbraio, che si terrà alle ore 11.00 al Teatro Boldini di Ferrara, durante il quale le due autrici dialogheranno con i ragazzi del gruppo Galeotto fu il libro del Liceo Ariosto.

Desiree Bindini, Martina Piscitelli – Liceo Ariosto

“Idda”, Michela Marzano

Ricostruire un’identità attraverso la perdita di una memoria: così le storie di due donne si incontrano e si legano indissolubilmente. Alessandra da tredici anni vive a Parigi con Pierre e ha abbandonato il Salento, dov’è nata e cresciuta, per scacciare i ricordi di una famiglia spezzata. Quando la madre di Pierre, Annie, viene ricoverata in una clinica perché sta progressivamente perdendo la memoria, Alessandra è costretta a fare i conti con un passato drammatico e ancora troppo carico di domande. Mentre la mente di Annie inizia a sgretolarsi a causa dell’Alzheimer, Alessandra vede riaffiorare i ricordi della sua infanzia, che fino a quel momento aveva tentato di soffocare. Si può costruire una nuova vita che non si appoggi sulle origini, che le rinneghi, che quasi le dimentichi? Si può preservare un’identità quando il passato improvvisamente viene meno, si confonde, scompare? Mettendo ordine tra le carte di Annie, Alessandra ne ricostruisce la storia, il matrimonio, l’amore per il figlio. E, anziché trovare indizi per comprendere meglio Pierre, si accorge dell’improvvisa necessità di dare risposte al suo passato, per ritrovarsi e sentirsi finalmente completa, in pace. Attraverso l’avvincente intreccio tra le vite di due donne, Michela Marzano racconta due identità, due esistenze, due destini forse già scritti insieme e necessari l’uno all’altro, per cui l’unica certezza è, oltre ogni tragedia, oltre ogni oblio, l’amore.

Martina Piscitelli, Liceo Ariosto

“Addio fantasmi”, Nadia Terranova

Una casa che non sente più sua, pareti che modellano e ricordano l’assenza, quell’assenza mai superata, mai accettata: così Ida inizia il viaggio alla riscoperta di se stessa nella sua città, Messina. Richiamata dalla madre per la ristrutturazione dell’appartamento di famiglia prossimo alla vendita, Ida si trova di fronte agli oggetti della sua infanzia che la portano a fare i conti con il trauma, con il dolore, con la memoria. Ventitré anni prima infatti, un giorno d’autunno, suo padre è scomparso, non è morto, è semplicemente uscito una mattina e non è più tornato. Da quel momento Ida deve fare i conti con la mancanza, con i sensi di colpa di chi quel padre l’ha accudito, l’ha amato, con una madre che non è più quella che l’ha cresciuta, con cui non riesce più a comunicare, con l’assenza che segnerà la sua incapacità di creare veri e propri rapporti umani. Dell’esistenza di suo padre ad Ida non rimane quasi nulla, nemmeno i ricordi, fermi in qualche angolo remoto della mente, solo una scatola di latta rossa, l’unica cosa da salvare per tenere in vita quello che una volta era stato un padre, un marito. Con questo romanzo Nadia Terranova ricostruisce il viaggio di una donna rimasta bloccata nell’assenza, incapace di accettare la scomparsa, incapace di dire addio, che ritrova se stessa nella casa che anni prima aveva abbandonato nella speranza di lasciarsi il dolore alle spalle, nei ricordi di un padre che c’è stato ma che ora non c’è più.

Desiree Bindini, Liceo Ariosto