Joseph Stiglitz, professore e premio Nobel per l’economia, spiega nel corso della conferenza come il potere del mercato abbia portato a nuovi livelli di diseguaglianza, e sostiene che seguire il proprio interesse non sempre porti ad un benessere sociale.
Critica il sistema americano, riassumendo in tre punti le problematiche più evidenti: prima di tutto l’influenza che il denaro ha sulla politica degli Stati Uniti, sia sotto forma di contributi privati che di lobbies. Aggiunge che i risultati del sistema educativo della sua nazione non sono buoni come quanto si spera, e infine accusa il partito repubblicano di tentare di distruggere la democrazia, cercando per vie secondarie di eliminare il diritto di voto ad alcune fasce della popolazione.
Stiglitz afferma l’importanza di un’immediata transizione ecologica. Per garantirne l’efficienza è necessario però un approccio totalmente diverso da parte delle aziende: il profitto non deve essere l’unico obiettivo, indicatori ecologici (ad esempio il carbon footprint) devono ricevere la massima attenzione in modo particolare dalle figure che operano ai piani più alti del sistema produttivo. Il sistema di premialità dei manager deve essere quindi rivisto alla luce dell’attenzione e cura che esige il nostro pianeta.
Incalzato dall’intervistatore il professore racconta la sua esperienza di insegnamento in smart working e offre diverse riflessioni in merito.
Si dice convinto che il lavoro da remoto continuerà a far parte delle nostre vite, anche se in misura minore, e ne esalta il risparmio economico ed ambientale che ne deriverà. Anche questo, d’altro canto, rispecchia le disparità presenti nella nostra società. Infatti, sono proprio i lavori che non possono essere eseguiti in presenza e perciò richiedono un notevole sforzo fisico, ad essere le occupazioni più spesso sottopagate.
Stiglitz si sofferma poi sulla risposta economica europea alla crisi generata dalla pandemia. Pur ammettendo che lo stanziamento monetario per il nostro paese ammonti ad una cifra considerevole, non la considera sufficiente e sostiene che molti stati abbiano preferito il profitto alla solidarietà.

Matteo Del Col, Valentina Nachira

Liceo M.Grigoletti Pordenone