“E’ una figata sapere una cifra di lingue”. Così è iniziata l’intervista di giovedì 9 maggio alla traduttrice e professoressa tedesca Ingrid Ickler, facilmente riconoscibile per i suoi capelli fucsia stravaganti. Poliglotta, traduce libri e saggi dall’inglese, dal francese, dall’italiano e dall’olandese, oltre che a insegnare al liceo e all’università.

Il primo libro che ha tradotto è stato il giallo francese La maison assassinée (Das ermordete Haus. Ein Kriminalroman aus der Provence in tedesco) di Pierre Magnan, mentre studiava traduzione letteraria all’università di Heidelberg. La sua passione per la traduzione nasce dall’incontro dell’amore per la lettura e quello per le lingue e si evolve nella volontà di interpretare e comprendere i pensieri dell’autore, senza però tradirne i veri intenti. E’ per questo che Ingrid predilige un contatto diretto con l’autore, per riuscire a tradurre correttamente le sfumature e i “non detti”. Dall’italiano traduce, tra gli altri, Dacia Maraini, Massimo Carlotto e Susanna Tamaro, oltre che Cristina Caboni e Valentina Cebeni, autrici di romanzi rosa con cui collabora da sempre. Attualmente lavora alle traduzioni del libro per l’infanzia Orcobello di Fabrizio Silei e di un saggio inglese sul femminismo moderno. Per tutti i giovani che intendono intraprendere la strada della traduzione, Ingrid sottolinea l’importanza della concentrazione, della disciplina, ma sopratutto della passione, senza la quale questo lavoro perde il suo significato.

Per quanto riguarda l’insegnamento, la traduttrice sottolinea l’importanza di un vero e proprio contatto con i ragazzi, ribelli, curiosi e aperti, per riuscire a motivarli e ad incuriosirli sempre di più. La difficoltà maggiore in quanto insegnante sono le valutazioni, che trova sempre ingiuste.

La gratificazione più grande del suo lavoro da traduttrice avviene quando il lettore non si accorge che il libro è stato tradotto, mentre da insegnante il suo scopo principale è mostrare ai suoi studenti che non sempre è necessario seguire le strade certe e già conosciute, spronandoli sempre a seguire i loro sogni e a guardare oltre.

 

Desiree Bindini e Martina Piscitelli,
Liceo Ariosto Ferrara