Quando ci è stato presentato il progetto di leggere l’ultimo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, L’Arminuta (Einaudi), nell’ambito di un progetto di promozione della lettura realizzato dal Salone del Libro di Torino e da Torino Rete Libri, abbiamo accolto la notizia con occhi spalancati e pieni di diffidenza.

Avremmo dovuto presentare il romanzo insieme all’autrice, in un incontro a scuola davanti a compagni di altre classi. Non pensavamo che la nostra classe, la IV C del Liceo linguistico, fosse pronta per una simile responsabilità. La paura del palcoscenico, di dover leggere un libro in più nel mezzo di periodo pieno di verifiche e interrogazioni, ci preoccupava. Eppure, con un misto di riluttanza e curiosità, abbiamo accettato, e così è iniziata quest’avventura.

Abbiamo scoperto che il libro era pieno di stimoli di riflessione, ed era riuscito a scatenare dentro di noi domande e discussioni. Ma, dopo la lettura, iniziava la parte più difficile: decidere come organizzare l’incontro. Avremmo dovuto interagire con l’autrice, una scrittrice in carne ed ossa, che aveva vinto molti premi, e volevamo presentarci al nostro meglio.

Con l’aiuto di Francesco Morgando e Francesco Tarchetti del Salone del Libro, che sono venuti a trovarci per preparare l’incontro, ci siamo accorti che la cosa migliore sarebbe stata intervistare l’autrice. Quasi tutti avrebbero posto una domanda, anche se molti di noi erano spaventati all’idea di dover parlare in un auditorium pieno di nostri coetanei.

Sapere che ci sarebbero stati due giovani esperti ad aiutarci ci lasciava tirare un sospiro di sollievo. Siamo stati sorpresi da quanto si sia rivelata semplice l’organizzazione del progetto, grazie alla loro gentilezza e disponibilità.

Nel nostro primo incontro con loro, ciascuno di noi ha potuto esprimere tutto ciò che pensava del romanzo. Ci siamo subito ritrovati in una fitta rete di riflessioni, da cui sono spuntati nuovi quesiti e nuove idee. Ciascuno di noi ne ha scelta una, per formulare individualmente le domande che avremmo voluto porre all’autrice.

Nel secondo incontro abbiamo selezionato le proposte più interessanti e deciso la scaletta dell’evento. Pur con la paura di balbettare o dimenticare il proprio discorso davanti al pubblico che ha assalito la maggior parte di noi, abbiamo trovato chi avrebbe parlato sul palco.

Ognuno ha elaborato la propria domanda, per farla propria, e il timore si è pian piano trasformato in esaltazione e interesse.

Alessia Zuccato, Liceo Monti, Chieri

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