“Dovevo fare anch’io gli esercizi per diventare trasparente” 

Non può frase migliore sintetizzare “Carta da zucchero“, intenso romanzo scritto da Eva Taylor, pubblicato a opera della casa editrice Fernandel e vincitore del premio Colline di Torino 2014, e oggi alla sua prima presentazione ufficiale nel dehors della Deutsche Vita. Ad introdurre l’incontro Martina Mercurio in dialogo con Luisa Ricaldone.

L’autrice, dopo le prime prove letterarie nell’ambito del concorso Lingua Madre, ci propone il “lessico famigliare” di una famiglia tedesca che dalle campagne della DDR scappa nel maggio del 1961, pochi mesi prima della costruzione del Muro, verso ovest.
I 38 racconti aventi come io narrante la voce di una bambina di 8 anni propongono, attraverso una prospettiva straniata e fantasiosa, il processo di adattamento e nel contempo di rifiuto dei ricordi che la famiglia porta avanti ciecamente per poter cambiare vita e dimenticare la condizione paradossale di migranti nella propria terra.

I personaggi rifuggono la nostalgia e guardano verso il futuro in maniera velleitaria: la programmazione ossessiva, la routine indiscutibile, l’auto-ostracizzazione e l’abbandono delle sfumature dialettali della “lingua nonna”, con la conseguente adozione di una lingua arida, nonostante siano tesi a fondare una vita “normale” rendono il clima domestico sempre più asfittico e oppressivo per la bambina che mescola al quotidiano una fuga nel fantastico: la sua personalità si sdoppia tra la realtà e l’immaginario.

Momento cardine nella formazione della giovane è il ritorno nella Germania dell’Est per le vacanze estive senza i genitori ritenuti traditori: la protagonista ritrova alcuni parenti e conosce i propri coetanei, tutti appartenenti all’organizzazione giovanile comunista dei «Pionieri di Ernst Thälmann», che nelle proprie giornate estive alternano ai giochi letture obbligatorie a scopo propagandistico. Qui nasce il titolo del libro,”carta da zucchero”: era il colore caratteristico delle buste fatte di carta povera che alla bambina piacevano tanto e che venivano usate per avvolgere la frutta e la verdura.

La narratrice compone infatti un collage con le varie immagini stampate sulla carta da zucchero e al ritorno mostrando le proprie creazioni ai compagni di scuola, i quali avevano passato le vacanze nelle migliori località turistiche europee, non ottiene il gradimento sperato. La giovane comprende che il divario è incolmabile e che la sua matrice culturale è differente da quella dei suoi amici scolari nonostante tutti gli sforzi che la famiglia compie per dimenticare il proprio passato.

Eva Taylor fa disseminare alla sua giovane protagonista tanti elementi di vita quotidiana che, inseriti in un’unica cornice, delineano una caratterizzazione psicologica interessante che perverrà ad un inaspettato finale.

 Badr Hasnaoui, Liceo A. Volta
Hind Chniny, Tutor SaloneOff