Comincia il tour de force

Il clima è freddo ma il gruppo unito è caldo, focoso. Il secondo incontro tra i ragazzi del progetto Bookstock è più che mai acceso e durerà fino a sera: una vera e propria maratona del vocabolario allargato con le dieci parole trovate e ore di discussione. Si inizia con la conoscenza di una nuova religione, lo smisuratesimo, vivere al di sopra delle proprie possibilità. Il concetto è ben accetto tra tutti ma il neologismo non convince. Sovravvivere, infatti, descriverà meglio questa religione.

Il nostro rapporto coi libri

Si prosegue attivissimi su due concetti assolutamente contrastanti. Esistono persone che leggono molto, che sentono del bisogno di leggere tanto fondamentale quanto quello di nutrirsi. Sono quelli affetti da librite. Esistono anche persone che invece sono indifferenti alla lettura, come impermeabili ai libri e quasi impossibili da intercettare.

La generazione dei “disfuturi”

Ma sono concetti che non interessano molto e quasi subito entra in gioco un nuovo concetto che sarà poi una delle parole scelte per essere presentate al Salone. E’ il concetto che descrive la situazione dei giovani di oggi che non sanno come prendere le redini della propria vita dopo aver terminato gli studi. Non sanno che strada scegliere; se trasferirsi all’estero o tener fede all’Italia; se seguire i propri sogni o rinunciare ad essi per strade più sicure che possano garantire un lavoro sicuro. Sono giovani disorientati. E il disfuturo li qualifica.

Gli “egoligenti” non ascoltano nessuno

Dato via libera a questo neologismo, si intavola un altro argomento che accende gli animi e che trova molti riscontri. Si parla dell’egoligente, il nostro superiore, il nostro capo che vuole sapere i nostri pensieri su determinate questioni ma sappiamo che sono parole al vento e che prenderà decisioni in base ai suoi piaceri senza tener conto dei suoi “sudditi”, creando attorno a sé una finta democrazia.

L’etica del denaro

La parola passa a Yannik, intervistatore dell’anno scorso tutt’ora nel gruppo, che con molta facilità riesce a lanciare un concetto insieme al suo neologismo che indossa alla perfezione. Stiamo parlando di monetica, ovvero il fatto che negli anno ormai passati le nostre azioni e idee venivano dettate da sentimenti, tradizioni, da determinate culture; oggi, questo fenomeno si sta sfaldando per lasciar posto ad azioni e idee legate ai soldi e al valore che hanno in proporzione a queste.

Svivere e Sovravvivere: opposti che convivono

Ripassando ciò che si era stato finora inventato e cercato, nasce svivere.Questo neologismo è l’esatto opposto di sovravvivere. Descrive infatti la tendenza piuttosto diffusa a lasciarsi vivere, senza tralasciare nessuna passione e coinvolgimento in ciò che si fa, in quelle cose per le quali si è stato speso tempo, passione ed attenzione. Ad esempio, i nostri professori, durante la loro giovinezza hanno speso buona parte della loro vita per studiare qualcosa che avrebbero voluto condividere con le generazioni future. Ma questa volontà non esiste più: sembra che insegnino giusto perché sono obbligati a farlo.

Per Nejma non esistono più le persone corrette

Nejma, molto cautamente, comincia a definire un concetto al quale aveva già inventato il neologismo. Parla delle persone false, quelle che riescono a cavarsela in qualsiasi situazione grazie al loro essere disonesto. Parla del fatto che non esistono più persone corrette e, anche se ci fossero, sarebbero subito o prese in giro o trascinate da questo fenomeno facendo di loro altre “disonestar”.

Così si chiude la sessione mattutina alla Casa del Quartiere: buon appetito!


 di Donia Hadj Ahmed, scuola Rosa Luxemburg