Nell’area del Caffè letterario viene lasciato spazio alla presentazione di un libro che racconta, attraverso i luoghi e i periodi, la vita di Marguerite Duras. La scrittrice è Sandra Petrignani che, innamoratasi di quest’autrice, vuole, per il suo centenario, non solo farne una biografia, ma spiegarne la vita e la trasformazione. L’autrice stessa afferma che l’amore per Duras era da lei considerato come un segreto, infatti non molti apprezzavano quella scrittrice tanto eccessiva, appassionata e rabbiosa. Lo stupore era stato nello scoprire come molte altre autrici avevano iniziato la loro carriera leggendo le opere di Duras, non solamente “L’amante”, il più acclamato tra i suoi lavori, ma anche le molte altre che aveva prodotto.

Grande era la curiosità per la genesi del libro “Marguerite”. Sandra Petrignani, apprendendo la notizia del centenario della scrittrice, decide di fare della sua vita una nuova forma di bibliografia, composta non seguendo la cronologia della sua vita ma partendo dall’evento più centrale, la morte della madre di Marguerite, e ricostruendola tramite i ricordi. Sandra va a svelare anche il rapporto di amore convulso che Marguerite provava per la madre che, non essendo capace di dimostrarne altrettanto, viene respinta. L’autrice si ritrova in questo tratto del suo personaggio, infatti anche lei aveva con la madre un rapporto di amore ed odio. Solo la risposta è differente: una si rinchiude nella grazia e l’altra nella ribellione. Questo aspetto è un carattere fondamentale per capire Marguerite Duras, che incentra parte della sua vita proprio sulla partecipazione al partito comunista.

Un grande merito di Sandra Petrignani è quello di non aver imitato la lingua della scrittrice di cui racconta, ma di aver riportato con la sua voce una storia tanto travagliata e complessa di crescita e stravolgimenti.

Martina Locastro e Beatrice  Rossini

Redazione Alfieri