La mafia fa parte della storia dell’Italia. Nella presentazione dei libri “Mafia del mio stivale” di Enzo Ciconte “Giorni di mafia” di Piero Melati, si sono analizzati passato, presente e futuro delle mafie, facendo un confronto tra Cosa Nostra e ‘Ndrangheta. Negli ultimi anni è avvenuta una silenziosa presa del potere dell’organizzazione criminale calabrese, che è arrivata a muovere 3,49 miliardi di euro all’anno contro 1,87 della mafia siciliana. L”Ndrangheta, così a lungo sottovalutata, ha in realtà alcune caratteristiche particolari come l’adattabilità che l’ha portata a diffondersi in tutti i continenti. Nonostante Cosa Nostra non abbia oltrepassato i confini nazionali ha creato modelli come quello del narcotraffico, esportati poi da criminali di tutto il mondo. Il recente indebolimento della mafia siciliana è avvenuto contemporaneamente alla diffusione della cocaina rispetto all’eroina. Mentre quest’ultima droga è stata ampiamente combattuta con campagne dello stato in quanto creava allarme sociale, la cocaina risulta meno pericolosa per l’immagine del paese. Inoltre essa è utile alla classe dirigente che spesso sente il bisogno di “un aiuto” per sopportare lo stress.

Il moderatore Giuseppe Rizzo ha rivolto ai due autori domande, in modo da ripercorrere momenti storici significativi nella storia delle mafie: dalla strage di Portella del 1947, alla riunione tra boss del 1954, all’approvazione della legge Rognoni-La Torre nel 1982, al cambiamento del mercato dei narcotici del 1992. Enzo Ciconte ha raccontato di come lui non creda che sia possibile arrivare ad una verità giudiziaria sulle stragi mafiose.

Beatrice Diana Liceo Alfieri

Esther Dall’Olio Liceo Ariosto