I tre incontri con Paolo Di Stefano sono stati ricchi, densi di suggerimenti, emozioni e informazioni sull’uso della lingua italiana che lo scrittore ha offerto agli studenti, integrando efficacemente i suoi interventi con il nostro lavoro scolastico di quest’anno.

Nel primo incontro l’argomento affrontato è stata la scrittura giornalistica, mettendo in evidenza le differenze tra questa e la scrittura creativa. Facendo riferimento a interviste da lui realizzate, il giornalista ha spiegato cos’è l’etica del giornalista e com’è strutturata la suddivisione del lavoro in una redazione. Ha inoltre fornito utili consigli per la gestione di un’intervista che, mossa da una sincera curiosità, è finalizzata a ottenere informazioni, ma non meno a cogliere particolari del contesto, che consentono di comprendere il significato che i testimoni attribuiscono alle situazioni narrate.

Nel secondo incontro i ragazzi stessi sono entrati nel ruolo di intervistatori, ponendo a Paolo domande sulle modalità del suo lavoro di scrittore e hanno avuto la possibilità poi di intraprendere, insieme all’autore, la lettura di “Sekù non ha paura”. La lettura avvicina alle vite degli altri e consente, parafrasando Eco, di “vivere” molte vite: proprio la conoscenza di contesti differenti dal nostro ci consente di ampliare il nostro sguardo sul mondo e di comprendere fenomeni che altrimenti possono suscitare diffidenza e magari paura.

Il terzo incontro è stato dedicato alla poesia, intesa come gioco sonoro, e ai giochi che si possono fare con le parole. Di Stefano ha citato e letto alcune poesie, soffermandosi sulla loro costruzione armonica, sul lavoro complesso, di cesello, che ispira la creazione in versi.

Dal momento che gli argomenti accennati o approfonditi sono stati davvero numerosi, ho costruito un cruciverba, che rappresenta una mappa degli incontri: lo inviamo in modo che possiate cimentarvi, se volete…
http://www.kubbu.com/student/?i=1&a=110774_salone_del_libro_2019

E proprio sul gioco di parole vogliamo dedicare al Salone del Libro 2019 un nostro breve video, sperando di strapparvi un sorriso. 

Con Paolo Di Stefano abbiamo seminato un campo che continueremo a coltivare nei prossimi anni insieme, crescendo (nei due sensi di “mentre si cresce” e “per crescere”).

Ringraziamo tutti per averci dato quest’opportunità.

Lascio ora la parola a qualcuno dei nostri (ormai per pochi giorni) “primini”.

Tra le risposte che Paolo Di Stefano ci ha dato, mi ha stupito che abbia iniziato a scrivere a diciotto anni. Mi ha colpito anche che da ragazzo voleva diventare un pittore, perché gli piaceva disegnare, ma poi ha avuto un incontro con un professore di italiano che gli ha fatto capire che non sarebbe stato il suo mestiere.
Valentino

 

Grazie per il libro “Sekù non ha paura”, per la gita al Salone del Libro e a Paolo di Stefano che ogni martedì veniva per spiegarci l’importanza della lettura, della scrittura e soprattutto della memoria.
Khadi

 

Tra gli incontri con Paolo Di Stefano quello che ho preferito è stato l’ultimo: mi sono piaciute le poesie e i giochi magnifici che ho imparato grazie a lui. Grazie per tutto a Paolo, per “Sekù non ho paura” e soprattutto per questa bellissima esperienza. Un bacione.
Federica

 

Nei nostri tre incontri con Paolo Di Stefano quello che mi rimarrà impresso sarà il secondo, perché abbiamo ricevuto in omaggio il suo libro dal titolo “Sekù non ha paura”. È la storia di un ragazzo molto coraggioso che scappa dallo zio che lo vuole uccidere. È un libro bellissimo e che sto continuando a leggere… e questo significa che mi interessa la storia, visto che non ho mai letto un libro con più di cinquanta pagine! Ringrazio Paolo, che ha passato sei ore con noi rispondendo alle nostre curiosità, Il Salone del Libro  la casa editrice per averci regalato i libri.
Junqi

 

Nei tre incontri mi è piaciuto che Paolo abbia iniziato scrivendo la cosa più semplice e più difficile, la poesia. Anche il libro “Sekù non ha paura” mi ha colpito perché questo ragazzo ha vissuto un’esperienza piena di avventure senza sapere cosa sarebbe successo.

Ho apprezzato i giochi di parole, come l’anagramma e l’acrostico.

Parla Apertamente Oppure Legge Ostinato
Paolo

 

Dei nostri tre incontri mi è rimasta in mente specialmente la poesia: prima di incontrare Paolo non mi piaceva per niente, poi lui ci ha dato dei consigli. L’ispirazione può provenire anche dalle cose più semplici, come i giochi di parole. Lo ringrazio molto.
Ting Ting

 

Io dai tre incontri con Paolo Di Stefano ho imparato che leggere è importante per conoscere nuove parole e per esercitare la mente.

Nel secondo incontro abbiamo letto brani di un suo libro che parla di un ragazzo che, a causa delle minacce dello zio, doveva scappare da Bamako, la sua città, dove viveva con Maman e Uma. Io penso che Sekù sia sfortunato perché lasciare la città dove vivo con la mia famiglia mi renderebbe molto triste. Lavinia

 

Grazie a Paolo Di Stefano abbiamo capito l’importanza di leggere e di scrivere, di tenersi un diario e di allenare la propria memoria. Nel secondo incontro mi ha fatto piacere che Paolo fosse interessato alle nostre domande; lui ci ha detto anche che aveva scritto un libro di poesie, alternando momenti felici e momenti tristi: felici perché era nato il suo primo figlio, tristi perché era morto un suo caro amico. Lui ha scritto anche “Sekù non ha paura”, un libro che narra di un ragazzo in fuga da suo zio; lungo il suo viaggio si farà degli amici che ritroverà anche in Italia. Lui ci ha spiegato cosa sono gli acrostici, il mio è

Gioia Ilarità Astratte Conseguenze Ormai Mostrate Orgogliosamente.
Giacomo

 

Il libro “Sekù non ha paura” parla di un bambino che deve scappare perché suo zio vuole ammazzarlo. Lui deve lasciare la mamma e la sorella. A me spiace molto per Sekù, perché ha dovuto abbandonare la sua casa e la sua famiglia. Spero di non dover mai lasciare la mia casa a causa di qualcuno e soprattutto i miei genitori.
Valentina

 

Per prima cosa vorrei ringraziare Paolo Di Stefano perché è venuto da noi per ben tre giorni e per aver spiegato a me e alla mia classe tante cose nuove. In particolare lo ringrazio per l’ultimo giorno che l’abbiamo incontrato, perché ci siamo divertiti a fare giochi di parole. Secondo me il libro che parla di Sekù è molto interessante e leggendolo si capisce che è una lettura adatta anche alla nostra età perché non ci sono troppi paroloni e il protagonista è esattamente come è scritto nel titolo: lui “non ha paura” perché affronta le cose come stanno.
Nicole


La cosa che mi è piaciuta di più è quando leggevamo insieme il libro “Sekù non ha paura”.
Paolo di Stefano ci ha raccontato come aveva fatto a scriverlo, cioè dove aveva preso ispirazione.
Ho scritto un acrostico con il mio nome
Samuele Aiuta  Molti Uomini E Li Emoziona
Samuele

 

Caro Paolo Di Stefano, dei nostri 3 incontri mi è piaciuto tutto: Sekù, la vita di uno scrittore, le poesie, le interviste e i giochi di parole… e ho scritto un acrostico del mio nome.
Leone Orgoglioso Ruggisce Energico Nessuna  Zebra Ormai Resiste. Esterrefatto Gioioso Ammira La Dolce  Impresa.
Lorenzo

 

La cosa che mi è piaciuta di più con Paolo di Stefano è stato leggere un libro che trasmette emozioni e stimola la fantasia. Questo è il mio acrostico:
Immagino Orizzonti  Sconfinati Eppure Prossimi.  Ho Ispirazioni Nuove Esotiche Ormai Sepolte Tra Erba Leggera, Lontana, Ondulata.
Josephine