Il Festival è appena iniziato. Dopo i primissimi eventi inaugurativi del 29 settembre, la gente sta iniziando a riversarsi nelle strade in attesa dei primi veri e propri incontri dell’edizione 2016. Nel frattempo in Piazza Trento e Trieste stanno aprendo anche i vari stand partner al Festival, da quello dell’ARCI a quello dei Medici Senza Frontiere, nel quale abbiamo tenuto una breve intervista. L’organizzazione umanitaria ha infatti pianificato una serie di incontri relativi al tema delle tragiche condizioni vissute dai migranti non solo durante il viaggio, ma anche soprattutto una volta giunti in Italia. Difatti, dopo peregrinazioni lunghe anche fino a 3 anni, affrontate sognando un futuro degno, in Italia non vengono destinate loro né cure, né accoglienza adeguate. Vengono dunque a crearsi situazioni quali quelle dei “siti informali”, immensi luoghi di raduno per migliaia di disperati (vi risiedono circa 10.000 migranti in tutta Italia), delle quali si occupa il ricercatore Msf Giuseppe De Mola, da domani anche lui presente al Festival. Altro dramma vissuto e vergognosamente trascurato, affrontato all’interno della postazione Msf, è quello dei violenti disagi mentali presentati da un largo numero di profughi, non dovuti soltanto alle dure condizioni del viaggio, ma anche alla scarsa e inumana organizzazione del sistema di accoglienza, oppure al rifiuto di alcuni Paesi europei ad adempire al loro ruolo umanitario. Ovviamente non si vuole pretendere di trovare una soluzione immediata a tali crisi silenziose, bensì riuscire perlomeno a sensibilizzare la popolazione, anche grazie al supporto tecnologico dei visori a 360° mostranti dure scene di migrazioni, provando a colpirla direttamente al fin di andare oltre ai soliti numeri ora vuoti ora vani trasmessi al cittadino dalla pochezza mediatica.

Lorenzo Mollo, Liceo Classico Vittorio Alfieri, Torino

Piervittorio Milizia, Liceo Classico Ludovico Ariosto, Ferrara