“Coraggio, questo è un posto selvaggio”, canta Jovanotti nella canzone che ho fatto ascoltare stamattina ai miei genitori adottivi, alias i ragazzi della 1Dnr del liceo scientifico Marie Curie di Pinerolo. Più che una canzone si tratta di un elenco di categorie e tipologie di esseri umani. Dentro c’è un po’ di tutto, da mestieri e categorie realmente esistenti (“Esploratori, collezionisti di Ferrari, missionari e papi, progettisti di blue jeans, bigliettai di zoo, ballerine di breakdance”), ad altri completamente inventati e altamente inverosimili (“pastori della via Lattea, mungitori di rinoceronti, decoratori di inferni, bella gente!”). L’idea era quella di stimolare la loro fantasia, sbizzarrirla e poi sguinzagliarla alla ricerca del nuovo. Così, dopo l’ascolto della canzone ho chiesto ai ragazzi di ritagliare da un foglio un piccolo rettangolo di carta a mo’ di biglietto da visita, e di scriverci sopra tre mestieri che vorrebbero fare da grandi, non importa se verosimili e inverosimili. Anzi, meglio se inverosimili. Ecco un assaggio di quello che è uscito fuori dalle loro geniali testoline:
Dopato di fagioli, sicario di cimici, cannibale vegano, scalatore di vecchietti, pastore di uomini, succhivendola, domatrice di emozioni, assaggiatore di formaggi, annusatore di cantine, cercatore di pentole d’oro, chiuditore di cassetti aperti, pulitrice di occhiali, scultrice di nuvole, collaudatrice di continenti, domatrice di follia, misuratrice di spaghetti, cercatore di muri vuoti, killer medico, creatrice di gioia, accalappiatrice di clown, inventore di sogni, raccoglitore di penne e biro cadute, progettista di paesaggi, dottore della neve (“In che senso?” gli domando. “Nel senso che quando si scioglie le metto su una copertina”, mi risponde serio); scalatore di mari, medico degli Avengers, tagliatore di luna, pittrice di stelle, maniaca di granite, medico degli alieni, mangiatrice di ostacoli, allenatrice di eroi, finitore di pranzi avanzati, sfatatrice di miti, calciatrice di bugie, scopritrice di sosia, arrotondatrice di pizze, generatrice di fulmini, alcolizzata di acqua, portiere di bombe, sciatrice di arcobaleni, collaudatore di divani, arrotondatrice di sufficienze, cercatrice di aghi nel pagliaio, arbitro di litigi, osservatrice dalle finestre.
Visto l’entusiasmo dei ragazzi, decido di non fermarmi qui e rilancio l’esercizio. Li faccio mettere a coppie e chiedo che all’interno di ogni coppia ognuno scelga dal proprio biglietto da visita il mestiere preferito e lo confronti con quello scelto dal compagno, alla ricerca di un terzo mestiere che sia la sintesi dei due selezionati. Per mancanza di spazio mi limiterò a esporre qui il risultato di un’unica coppia, rappresentativa però del potenziale di genialità e visionarietà espressa dall’intera classe.
“Io sono una scrittrice di libri già scritti”, dice guardandomi seria una delle ragazze della 1Dnr.
“E io una pittrice di occhi”, aggiunge la sua compagna.
Stanno in piedi di fronte ai compagni che le ascoltano esporre il loro creativo progetto per il futuro, quello con cui immaginano di sopravvivere in questo posto selvaggio chiamato mondo.
“Ma a che cosa serve scrivere libri già scritti, se la gente li ha già letti?”, ribatto io mettendola alla prova.
“Ogni giorno io ridisegno gli occhi alle persone”, risponde decisa la pittrice di occhi, “così loro rileggono i libri sempre per la prima volta”.
Uscendo dal Marie Curie mi guardo attorno: vedo passare un operaio, c’è un barista che pulisce bicchieri dietro la vetrina di un bar, qualcuno che parcheggia la macchina. Il solito tran tran quotidiano, insomma. Un tran tran che però oggi mi sembra più noioso del solito, senza nemmeno uno scalatore di vecchietti in azione, un cercatore di pentole d’oro nei dintorni, una sciatrice di arcobaleni a far alzare gli occhi al cielo.
Ma è solo questione di tempo, lo so.

Eric Minetto

Eric Minetto è stato adottato dal Liceo Marie Curie di Pinerolo. Anche le bellissime foto della classe adottiva sono sue e dunque lo ringraziamo doppiamente!

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