Tempo, ci vuole tempo, per far del vino per esempio, per farne di buono ne serve ancora di più, del barolo per dire.
Tempo per fermentare e crescere, per il vino come per i romanzi, ma anche per gli stessi romanzieri.
Scrittori che nascono da giovani lettori, romanzi che sgorgano da righe buttate di getto, eppure solamente dopo un lungo travaglio possono giungere ad una forma più completa, più solida.
È così che l’autore Murakami si è formato ed è così che si sviluppano tutte le sue opere.
L’uomo e il libro procedono di pari passo, l’uno scopre l’altro, l’artista è costretto a calarsi nel profondo della sua coscienza incalzato da una violenta curiosità per il prosieguo della sua stessa opera.
Libero da schemi rigidi e progetti definiti inventa, e lo fa come un cantastorie raccolto attorno al fuoco, spinto da una naturale solidarietà verso il fruitore, al quale, anche se solo per un attimo, è capace di donare la serenità.
Questa in sintesi la grande “Lectio Magistralis” dell’altrettanto grande Haruki Murakami.

Eleonora Silani, Liceo “M. Grigoletti” di Pordenone