“L’università del crimine” è un romanzo poliziesco ambientato nella città di Atene.

Il commissario Kostas Charitos, temporaneamente al comando della centrale di polizia, si trova ad indagare in un complicato intrigo tra morti, politica, corruzione e Università.

Questo è stato l’argomento trattato nell’incontro del progetto “Leggermente”, associazione che promuove la lettura premiando  il concetto di collettività e gestione del tempo insieme.

Questo romanzo, infatti, è stato letto da un gruppo di persone che si sono incontrate per condividere passioni e storie.

Il dibattito di oggi con l’autore ha chiuso il ciclo del progetto: è stato un confronto attivo con Petros Markaris che ha portato il lettore ad entrare ancora di più nella storia.

Petros Markaris è uno scrittore rinomato in Grecia e in Italia, colui che viene riconosciuto come il “Camilleri del Peloponneso” e che è riuscito a conquistare il pubblico con un personaggio che ricorda molto il nostro Montalbano.

E’ interessante essere trasportati nella realtà di una città, Atene, che non è solitamente un’ambientazione per storie e romanzi e che è descritta come una società un po’ corrotta, caotica, decadente, ricca di contraddizioni.

L’autore sceglie il suo titolo non a caso: è in realtà un curioso modo per creare ulteriori aspettative e suspense.

Il libro si presenta infatti come un giallo con tutte le sue caratteristiche: assassini, assassinati, commissari, polizia e indagini. Ma in realtà per l’autore il vero crimine è quello ideologico che spinge i professori, che dovrebbero essere animati dall’amore per l’insegnamento verso le nuove generazioni, ad abbandonare il loro ruolo per trovare un benessere individuale ed un interesse personale nella politica.

Tutto a causa della crisi economica che ha travolto il Paese.

Questo atto è un venire meno alla promessa di integrità intellettuale a favore della collettività, che l’autore inserisce in una trama poliziesca.

Una denuncia che forse riesce ad arrivare a un pubblico più ampio proprio perché veicolata con parole, storie e personaggi inseriti in un romanzo.

Come ci ricorda l’associazione Leggermente:

“Leggere è un piacere, un viaggio, un incontro con mondi infiniti. Leggere insieme significa volare con gli altri, anziché da soli. E’ un modo per conoscere e conoscerci, per vivere attivamente il territorio, per costruire nuovi dialoghi.”

Dunque una storia, mille storie che ci permettono di viaggiare oltre il nostro quotidiano.

Matilde Manca

Liceo scientifico Copernico