Siamo sempre connessi ad applicazioni che ci forniscono informazioni più o meno importanti nella vita di tutti i giorni, ma quanto tutto questo ha cambiato il nostro modo di selezionare ciò che ci interessa maggiormente? Probabilmente non ce ne rendiamo più conto, ma tutte le volte che entriamo in una piattaforma come per esempio Facebook, internet cattura tantissime informazioni su di noi, anche grazie all’uso di algoritmi. Per questo motivo, mentre navighiamo su un sito qualsiasi, compaiono delle pubblicità che in modo apparentemente “casuale” promuovono prodotti che fanno appello ai nostri gusti e li condizionano. Uno degli scopi dei social networks è quindi quello di tenerci il più possibile legati alla piattaforma, per raccogliere il maggior numero di dati sui nostri gusti e sulle nostre preferenze.

Il libro di Alessandro Gazoia Senza Filtro tratta, oltre che di questi temi, anche della grave difficoltà a controllare le informazioni che lasciamo tutte le volte che ci colleghiamo ad internet. L’intervista, svolta da Vanni Santoni, ha permesso allo scrittore di criticare in maniera non proprio velata le varie testate giornalistiche, che sui loro siti internet cercano di espandere la famosa “colonnina di destra” fomentando il fenomeno del clickbaiting, ovvero esasperare contenuti e titoli spesso infondati per aumentare le visualizzazioni.

Mentre si discuteva della diffusione delle notizie, Santoni ha affermato che il confine tra “reale” e “virtuale” sta diventando sempre più sottile, soprattutto per i giovani che non leggono più i giornali cartacei, ma prevalentemente quelli online, dove le notizie che circolano, spesso possono trarre in inganno il lettore. Gazoia ha concluso dicendo: ” La differenza tra il vero e il falso può essere la differenza tra la vita e la morte” frase poco scontata che ci ha permesso di riflettere sulla nostra vita sempre meno privata, ma sempre più pubblica.

Virginia Ferrari, Lucrezia Penna

Liceo Ariosto