Bepi scosse il capo e raccolse la lettera del Comando. – «Si sottolinea l’estrema criticità… bla bla bla… imminente offensiva… bla bla bla… nessuno sforzo dovrà essere lesinato per garantire il successo». Ragazzi, vuol dire che la missione è importante.
– Certo che è importante, – replicò Attilio. Talmente importante che dobbiamo avvisare qualcuno!
– Qualcuno chi? – chiese Martino.
– Be’, i carabinieri, per esempio.
– Eh certo! – intervenne Bepi con tono sarcastico. – Te lo vedi il brigadiere Malcelata a pilotare un aereo da guerra?
Giacomo Malcelata, brigadiere di Mordenons, era famoso per due cose: la tendenza a non schiodarsi dall’ufficio cascasse il mondo, e la pancia colossale.
Ad Attilio sfuggì un risolino, ma non era il momento di scherzare. – Senti, Bepi, – disse. – Pilotare un aereo da guerra non è una cosa da tutti i giorni. Noi non siamo capaci. Lo sai questo, sì? Quindi dobbiamo chiamare qualcuno che lo sappia fare.
Bepi fece spallucce. – Giobatta è pilota. Di caccia per di più.
[…] Attilio sospirò. – Bepi, tuo fratello è a letto con le gambe ustionate […] Giobatta non può pilotare questo biplano. Ammesso che voglia farlo… non sarebbe proprio in grado!
Bepi fissò l’amico con espressione indecifrabile. […] – Credi che non lo sappia? – sbottò infine. – Non sono mica scemo, sai? Quel che intendo dire è che lui può insegnarci come si fa. Se ci riesce lui, posso riuscirci anch’io!
[…] Attilio alzò gli occhi dalle carte. – Senti, Bepi, siamo sicuri di volerlo fare? Siamo ancora in tempo. Il brigadiere Malcelata…
– Ancora con questa storia del brigadiere?! – si stizzì Bepi. Poi il suo tono si fece grave. – No, dobbiamo farlo noi. Attilio, non è soltanto per l’avventura. Lo so bene anch’io che la guerra non è un gioco. Ma pensaci: ci sono ragazzi, al fronte, che aspettano che la Ventesima squadriglia arrivi e faccia la sua parte. Contano su di noi, capisci? Anche se non sanno chi siamo, e viceversa. E se tu fossi là, ad aspettare aiuto, non vorresti che arrivasse? […] Possiamo farlo solo noi, sentenziò Bepi. – Punto.
Il volo dell’Asso di Picche, di Christian Hill, Einaudi Ragazzi, p. 50_51 e 66_67